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INQUINAMENTO

Scatta l'allarme smog nelle Marche
Maglia nera a Pesaro, segue Ancona

Pesaro nei primi 51 giorni dell’anno ha già annoverato 28 sforamenti. Il secondo posto se l’è aggiudicato Ancona, con 16 superamenti (ma non è stata inserita nel report generale per la mancanza di dati per 29 giorni), terza Macerata con 10 giorni neri, quarta Urbino con 4, ultima infine Ascoli con 1

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Smog in città Ancona, 23 febbraio 2008 - Nelle Marche è di nuovo allarme smog. Nel cuore dell’inverno, con il traffico ingolfato e le caldaie a tutta birra, le polveri sottili sono schizzate alle stelle, e tra i quattro capoluoghi il record negativo spetta ancora una volta a Pesaro, che nei primi 51 giorni dell’anno ha già annoverato 28 sforamenti (contro i 35 consentiti dall’Ue). Il secondo posto se l’è aggiudicato Ancona, con 16 superamenti (ma non è stata inserita nel report generale per la mancanza di dati per 29 giorni), terza Macerata con 10 giorni neri, quarta Urbino con 4, ultima infine Ascoli con 1.

A stilare la speciale classifica è Legambiente, nell’ambito dell’iniziativa «PM10 ti tengo d’occhio» che si basa sui dati forniti dalle Arpa e dalle amministrazioni locali fino al 19 febbraio. A livello nazionale, le prime città fuori legge a causa dello smog sono Frosinone, Torino, Cesena, Modena e Lucca. E secondo Legambiente la situazione di emergenza è dovuta anche "all’incapacità delle amministrazioni locali di attuare serie misure anti-inquinamento".

 

"Il quadro è preoccupante — ha commentato Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche —, e non solo per il numero elevato di superamenti e le possibili conseguenze sulla salute, ma soprattutto per la disperante cronicità con cui si ripropone l’allarme. La situazione, infatti, è pressoché identica a quella dello scorso anno e di quello precedente. Il Pm10 non cala. L’emergenza non cambia e i provvedimenti adottati pure. Car sharing, taxi collettivi, intermodalità tra bicicletta e treni: sono tanti gli strumenti che si possono attuare per sviluppare un trasporto pubblico efficiente e competitivo con il mezzo privato. Per vincere la sfida della mobilità urbana i sindaci devono ricavare i fondi per gli interventi necessari. Il pedaggio per entrare con l’auto nei centri urbani è un provvedimento in cui crediamo, forti dei risultati positivi nella riduzione di traffico e inquinamento. È indispensabile però che i proventi siano tutti investiti nel potenziare il trasporto pubblico".

Francesca Pedini










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