Fermo, 17 marzo 2008 - L’intervento dell’arcivescovo di Fermo, Luigi Conti, per sollecitare una soluzione, che porti finalmente all’avvio del piano di riconversione dello zuccherificio, è stato accolto favorevolmente dai quasi cento dipendenti in cassa integrazione. Si spera che l’appello del prelato contribuisca a sbloccare la situazione. Resta comunque una grande amarezza tra i lavoratori, che si preparano a manifestare il loro disappunto domani sera davanti all’aula del Consiglio comunale. Intanto uno di loro, Simone Belleggia, ci ha fatto pervenire alcune sue considerazioni.
"Scrivo non da cassaintegrato, ma da padre di famiglia, ringraziando per le parole di solidarietà di monsignor Conti, che nel messaggio del 15 marzo a sostegno dei lavoratori Sadam ha ribadito la dignità del lavoro e la necessità che i problemi del nostro territorio siano affrontati insieme, senza ideologie. C’è un progetto in regola, non ci sono problemi ambientali, quindi ci sono tutte le condizioni per una soluzione positiva.
Meravigliose parole, ma la realtà che noi stiamo vivendo è diversa. Continua la farsa tra un comitato che può permettersi di decidere il destino di cento famiglie, preferendo vedere correre le moto; un sindaco che si impegna con noi lavoratori a dare una risposta definitiva prima il 6 marzo, poi il 12, a costo — parole sue in assemblea — di dare le dimissioni; consiglieri di opposizione che da un giorno all’altro cambiano idea sul sito della centrale, secondo la propria convenienza elettorale. Tutti da questo teatrino hanno perduto qualcosa. Mi auguro che dopo le parole di monsignor Conti tornino tutti sulla retta via".
Il Teatro stabile delle Marche propone, il 1 aprile, 'Tartufo', l'opera di Molière interpretata dall'attore fiorentino e da Angelica Ippolito