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GIORNATE DEL FAI

In migliaia per un giorno
'padroni' dei palazzi storici

Il percorso era dedicato alle famiglie storiche, alle loro case, ai palazzi e alle chiese più importanti. Si partiva da Palazzo Falconi, per spostarsi nella chiesa di san Domenico e all'interno dell'auditorium San Martino. Si proseguiva con palazzo Savini, la chiesa di San Francesco e palazzo Adami

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Giornate del Fai a Fermo Fermo, 7 aprile 2008 - Che bella Fermo che si apre alla gente. Che meraviglia una città che, anche solo per due giorni, si fa museo a cielo aperto e si mette in mostra, svelando misteri e piccoli, incantevoli segreti. Sono le giornate di primavera del Fai, con i volontari della delegazione fermana sparsi nei luoghi più interessanti della città ad accogliere gente, a raccontare, spiegare, parlare e diffondere cultura.

 

Il percorso era dedicato quest'anno alle famiglie storiche, gli Adami, i Piccolomini Adami, i Romani Adami, alle loro case, alle cappelle, i palazzi e le chiese più importanti. La città è rimasta viva e sveglia come capita di rado nei fine settimana, già alle prime ore di ieri mattina vedevi fermento per le strade, tanta gente, fermani ma non solo, stranieri ma anche marchigiani in visita per l'occasione.

 

Famiglie intere si sono mosse da casa per viaggiare nel cuore di Fermo, persino gli scout erano operativi lungo il percorso, a dare man forte ai tanti volontari del Fai che a Fermo è guidato da Teresa Romani Adami. Si partiva da Palazzo Falconi, per spostarsi poi nella chiesa di san Domenico e all'interno dell'auditorium San Martino.

 

Particolarmente attesa la visita a palazzo Savini, lungo via Perpenti, che mai prima aveva aperto le sue porte al pubblico e che per tutto il tempo ha avuto file e file di visitatori in attesa davanti al portone. E poi, c'era da visitare la chiesa di San Francesco, per chiudere con palazzo Romani Adami a corso Cavour, passando per largo della Rivolta e chiudendo con il Frantoio dei conti Raccamadoro.

 

Guide d'eccezione gli studenti delle scuole fermane, gli istituto superiori e le scuole medie, a Palazzo Adami c'era l'insegnante di italiano della Fracassetti Betti, Marilena Leo, che guardava le sue minuscole guide e commentava: "E' straordinario vedere l'impegno e l'entusiasmo che ci mettono i nostri ragazzi, mi hanno raccontato i commenti dei visitatori, la gioia e la sorpresa che c'è nello scoprire cose tanto belle. Dovremmo lavorare tutto l'anno così, coinvolgendo i giovani nella storia della loro città, facendo loro capire davvero la bellezza".

 

Nel pomeriggio, su Largo della Rivolta, Loredana Tomassini e Luigi Maria Musati hanno rievocato la rivolta del 1648, davanti al pubblico delle grandi occasioni. Oggi sarà tempo di bilanci e di numeri ma già nella tarda mattinata di ieri ogni palazzo aveva ricevuto almeno un migliaio di visitatori.

 

Una festa in grande stile insomma, dedicata a tutti coloro che amano la storia, la bellezza, l'arte, a quelli che cercano le radici più antiche per spiegarsi il futuro, per progettare il presente, per vivere meglio, in armonia con la propria città.

Angelica Malvatani










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