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IL CASO

Immagini 'intime' della prof,
lo studente rischia la denuncia

Il 16enne di Porto San Giorgio è stato già sospeso dalle lezioni, ma ora potrebbe scattare l'inchiesta. Intanto unanime è la condanna del gesto. "E' scandaloso - dicono gli insegnanti - I ragazzi non hanno più rispetto per niente e per nessuno"

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Riprese con un cellulare Fermo, 30 aprile 2008 - Ha innescato una reazione a catena incontrollabile la vicenda dello studente che, durante la lezione, ha filmato con il telefonino le mutandine della professoressa di matematica e le ha poi spedite sui cellulari degli amici. Il fatto, che si è verificato nei giorni scorsi in una terza classe dell’Itis 'Montani', è costato al ragazzo, un 16 enne di Porto San Giorgio, la sospensione per 15 giorni, ma ora c’è il rischio che sia aperta anche un inchiesta della Procura minorile di Ancona.

 

L’accaduto ha fatto discutere molto genitori e studenti. I presidi degli istituti fermani hanno tutti espresso solidarietà al loro collega dell’Itis, Luigi Cifani, condannando unanimemente il gesto. "Quando qualche alunno sbaglia — ha commentato Ciro Bove, il dirigente del liceo classico ‘Annibal Caro’ — è giusto che ci siano punizioni adeguate, in modo che si possa comprendere i limiti oltre i quali non si può andare. Stabilire le norme e farle rispettare è fondamentale se vogliamo vivere nella piena civiltà. La libertà ha un significato diverso dal libertinaggio".

 

Dello stesso avviso Alfonso Sgattoni, il preside del liceo scientifico ‘Calzecchi Onesti’: "E’ un fatto grave e non va sottovalutato perché si tratta di una forma di mancanza di rispetto. Condivido la scelta del mio collega e del Consiglio di classe di sospendere lo studente che si è reso protagonista di questa vicenda. La scuola deve essere rigorosa e deve applicare la responsabilità e la responsabilizzazione di chi ne fa parte".

 

Categorica anche la collaboratrice del preside dell’istituto d’arte ‘Preziotti’, la professoressa Daniela Acciarri: "E’ scandaloso. I ragazzi ormai non hanno più rispetto per niente e per nessuno". Su quanto accaduto è intervenuto anche il dirigente del commissariato di Fermo, Giuseppe Taschetti, che nelle scuole sta portando avanti il progetto per l’insegnamento alla legalità.

 

"Non bisogna fare confusione tra bullismo e maleducazione. In questo caso ci troviamo di fronte a un caso che esula dal bullismo e che va catalogato tra quelle manifestazioni di cattiva educazione e di mancanza di rispetto per un’altra persona. E’ un atto deprecabile che la scuola ha punito giustamente con la sospensione dello studente, ma ora questo ragazzo rischia che nella vicenda possa anche configurarsi qualche forma di reato". Per i riscontri penali bisognerà attendere le decisioni dell’insegnante e del preside che eventualmente vorranno valutare e capire che fine abbiano fatto le immagini e se abbiano avuto una diffusione in larga scala.

Fabio Castori

 

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