Fermo, 30 aprile 2008 - Ci sono quattro indagati per la vicenda del deposito di sabbia di Marina Palmense. Si tratta di un funzionario della provincia di Ascoli Piceno, di un funzionario del Genio Civile, del sindaco di Fermo e del titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori. Gli inquirenti, però, hanno spiegato che si tratta di un atto dovuto e che fa parte del modo di operare di qualsiasi Procura della Repubblica, compresa quella di Fermo.
Poiché ci sarebbero state decine di esposti di enti pubblici e privati, il sostituto procuratore Antonio Bartolozzi, esattamente undici mesi fa, aveva deciso di aprire un fascicolo a carico delle quattro persone che venivano citate nelle varie segnalazioni alla Procura della Repubblica. Dunque una procedura convenzionale, che al momento non compromette assolutamente la posizione degli indagati.
Per quanto riguarda i reati ipotizzati, si parla soltanto di eventuali e presunti danni ambientali. Per questo motivo inizialmente era stata la polizia giudiziaria del Corpo Forestale ad occuparsi degli accertamenti. Poi il caso era passato nelle mani dei carabinieri.
Per fugare definitivamente ogni dubbio sui danni ambientali, il sostituto procuratore Bartolozzi ha dato l’incarico a un consulente tecnico di effettuare una perizia sulla sabbia estratta dal fondale del mare Adriatico ed ora in parte ancora depositata a Marina Palmense.
Una perizia che non è stata ancora consegnata al magistrato e di cui si attende ancora l’esito. Gli indagati hanno preferito non rilasciare dichiarazioni e non commentare la presenza dei loro nomi nel fascicolo della Procura della Repubblica di Fermo.
f.c.
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