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L'INCHIESTA PER ABUSI SESSUALI

La compagna del padre si difende:
"Il piccolo è stato istigato dalla madre"

La 34enne fermana di origini rumene, denunciata per aver abusato sessualmente di un bambino di sei anni si difende, sostenendo che si tratta di una storia inventata dal piccolo. La tesi della donna sarebbe avvalorata anche dalla testimonianza del compagno, padre del bambino

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minori Fermo, 23 maggio 2008 - L’accusata si difende e rigetta tutte le insinuazioni mosse nei suoi confronti nell’inquietante caso di pedofilia sul quale sta indagando la Procura della Repubblica di Fermo. La 34enne fermana di origini rumene, denunciata per aver abusato sessualmente di un bambino di sei anni, non ci sta e sostiene che si tratti di una storia inventata dal piccolo.

 

La donna lo ha dichiarato nel corso dell’interrogatorio a cui è stata sottoposta dagli investigatori, sostenendo, oltretutto, che il bambino sarebbe stato istigato dalla madre a inventare la storia delle violenze sessuali, per fare in modo che il padre non potesse più vederlo. I due coniugi, infatti, sono separati e la 34enne accusata di pedofilia è la nuova compagna del padre del bambino. Insomma, secondo la versione fornita dall’accusata, ci sarebbe una sorta di stratagemma per mettere in cattiva luce lei e il suo compagno.

 

La tesi sostenuta dalla donna sarebbe avvalorata anche dalla testimonianza del padre del bambino, che afferma l’innocenza della sua attuale compagna, la quale, secondo la versione dell’uomo, non avrebbe mai avuto occasione di restare sola con il piccolo.

 

Dunque si complica ulteriormente una vicenda, già di per se intricata. Al di là delle ipotesi e delle versioni contrastanti fornite dalle due parti, resta l’incidente probatorio dei giorni scorsi, in cui il bambino ha raccontato la sua versione dei fatti davanti a uno psicologo.

 

Un racconto che, dallo stesso psicologo, è stato ritenuto attendibile proprio per la dovizia di particolari con cui il piccolo ha fornito la sua testimonianza e per la totale assenza di contraddizioni. E’ stato impossibile invece trovare segni di violenza sul corpo del bambino, in quanto i presunti abusi sessuali subiti dalla donna non sono riscontrabili da una perizia medico-legale, come quando gli stupri, invece, sono commessi da uomini.

 

L’indagine è stata avviata da alcune settimane in seguito alla denuncia della madre del bambino, che accusa la compagna del suo ex marito di aver compiuto, a più riprese, abusi sessuali sul suo figlioletto. Si parla di rapporti sessuali avvenuti quando il piccolo trascorreva qualche giorno dal padre e, in particolar modo, quando rimaneva solo con la sua attuale compagna. Le indagini continuano e il difficile compito di stabilire la verità spetta alla Procura della Repubblica di Fermo.
 

Fabio Castori

 

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