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IMMIGRAZIONE

Badanti straniere...in nero

Le badanti straniere presenti nel fermano non supererebbero le mille unità e la maggior parte sarebbero rumene. Il condizionale in questo caso è d'obbligo perché, a quanto sembra, molte lavorano in nero

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badanti Fermo, 23 maggio 2008 - Il giro di vite imposto dal Governo sull'immigrazione in qualche modo andrà a ripercuotersi anche sul sociale, e in particolare sul mondo delle badanti, figure sempre più richieste, soprattutto da quelle famiglie che hanno anziani in casa. Avere un quadro preciso, per quanto riguarda Fermo, risulta pressoché impossibile: si può ipotizzare che le badanti straniere presenti siano qualche centinaio.

 

In ogni caso non superano le mille unità. Quelle di nazionalità rumena, nell'ultimo anno, sono aumentate in modo esponenziale: per l'appunto dopo l'ingresso in Europa della Romania. Prima di questo evento, le badanti presenti in città erano di nazionalità polacca, qualche indiana, altre provenienti dalla Moldavia, dall'Ucraina e poco altro.

 

Per cercare di regolarizzare la situazione, di recente, in collaborazione con la Provincia, il Comune ha aderito all'organizzazione di un corso per badanti, per dare un minimo di qualifica alle donne che si apprestano ad accudire anziani e disabili. Con grande sorpresa degli operatori, a iscriversi al corso sono state quasi tutte donne italiane. Di solito le famiglie che hanno bisogno di questa figura si rivolgono all'ufficio per l'impiego, ai servizi sociali del Comune e alla Caritas.

 

Si diceva che è difficile conoscere il numero preciso, questo perché sarebbero più le badanti che lavorano in nero che quelle con un regolare contratto di lavoro. Numeri che non sono leggibili nemmeno dalla relazione dell'attività dello 'sportello informa immigrat'». Insomma, una sorta di ginepraio che dovrà essere chiarito nell’immediato futuro, anche per garantire la dovuta professionalità a queste donne che si occupano dei nostri anziani.

 

La deroga sui flussi voluta dal ministro del Welfare, Sacconi, ha anche questo obiettivo di base. Inoltre va aggiunto che nella maggior parte dei casi le badanti non devono dimostrare di avere una casa (quasi sempre vivono nell'abitazione dell'anziano che assistono) e il permesso di soggiorno, visto che in maggioranza provengono da Paesi aderenti all'Unione Europea. Resta il grosso nodo della regolarizzazione, perché sono diverse le famiglie italiane che preferiscono ospitare la badante senza regolarizzarla, perché spendono meno, ottenendo lo stesso servizio.
 

Mauro Nucci

 

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