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PORTO SAN GIORGIO

Locali notturni, i parroci insistono:
"Comanda solo il dio denaro"

Bocciata dal sindaco Agostini la loro proposta di fissare alle ore 2 anziché alle 4 del mattino la chiusura dei pubblici esercizi, i sacerdoti sono stati durissimi durante le omelie domenicali: "Stili di vita dispersivi per i giovani"

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discoo Porto San Giorgio, 9 giugno 2008 - Bocciata dal sindaco Agostini la loro proposta di fissare alle ore 2 anziché alle 4 del mattino la chiusura dei pubblici esercizi, i parroci non demordono. Ieri nelle omelie domenicali hanno informato la comunità di aver inviato, insieme ai Consigli pastorali, una lettera aperta al primo cittadino con la richiesta, appunto, di rivedere gli orari dei pubblici esercizi, quale forma di prevenzione a tutela dei giovani e delle loro famiglie.

 

''La comunità cristiana - hanno detto - ha voluto far sentire la propria voce proponendo la sua riflessione, sofferta e preoccupata, per il crescente affermarsi, tra i giovani, di stili di vita e di divertimento dispersivi e diseducativi. A tutto ciò è necessario opporre un’azione educativa e di controllo della legalità che richiami la responsabilità delle autorità locali e degli operatori turistici, oltre a quella di ciascun cittadino''.

 

Copia della lettera era a disposizione sui tavolinetti in fondo alla chiesa. Una lettera però che non ha sortito effetto e che dal sindaco è stata in pratica rispedita al mittente e, quindi, oltre che ai parroci e ai membri dei Consigli pastorali, anche all’arcivescovo che vi aveva posto l’imprimatur.

 

''Contro il dio quattrino purtroppo c’è poco da fare'' hanno commentato con amarezza i sacerdoti. E dunque chiusura dei pubblici esercizi alle 4, come aveva chiesto la Confcommercio. Ma Agostini, di fronte all’accusa di voler favorire la più potente categoria della città a discapito dell’interesse generale, ha ribattuto: ''Non posso condividere che si parli di amministrazione asservita agli interessi di parte della città, cioè dei commercianti. Nessuno detta e mai detterà le regole, se non l’intenzione del bene comune, della qualità della vita e della crescita della città''.

 

Non ha risparmiato neanche qualche bacchettata agli stessi parroci, in particolare a don Ermanno della chiesa di S.Giorgio accusato di essere intervenuto sulla questione degli orari a P.S.Giorgio, mentre la stessa cosa non avrebbe fatto quando era a P.S.Elpidio, dove la chiusura alle 4 sarebbe stata fissata da tempo. Detto questo, però, indora la pillola dicendosi pronto a collaborare con le comunità parrocchiali su un progetto per educare i nostri ragazzi. ''Rispondiamo con l’intelligenza del dialogo e non con la chiusura della repressione – ha aggiunto -, rispondiamo con la bellezza allo sballo, con la cultura alla noia, con i valori al vuoto''.

Silvio Sebastiani

  • 10/06/2008 16:41
    Antonio Del Prete
    Si potrebbe comprendere che le giuste richieste delle Parrocchie potrebbero non danneggiare gli interesse di confcommercio. Chudere prima i locali determinerebbe nei giovani la spinta ad uscire prima la sera, dato che è ormai di moda farlo non prima delle 23.30 o mezzanotte. Ciò riempirebbe i vuoti negli orari degli esercizi commerciali, senza per questo causare perdite. http://blog.libero.it/Antonius
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