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ZUCCHERIFICIO SADAM

Tensione fino a notte fonda:
l'azienda insiste su Girola

Nulla di fatto dal vertice convocato dal sindaco. Chi si aspettava che finalmente fosse la volta buona, per definire la telenovela del sito della centrale elettrica e di tutti gli annessi e connessi, è rimasto ancora una volta deluso

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Sadam, ex zuccherificio Fermo, 25 giugno 2008 - Chi si aspettava (i lavoratori dell’ex zuccherificio in primo luogo), che finalmente fosse la volta buona, per definire la telenovela del sito della centrale elettrica e di tutti gli annessi e connessi, è rimasto ancora una volta deluso. La riunione sul piano di riconversione della Sadam convocata dal sindaco Di Ruscio lunedì sera in municipio non ha sciolto il nodo, dal quale dipende il futuro di 93 lavoratori e delle rispettive famiglie.

 

Intorno all’ampio tavolo della sala giunta si sono ritrovati in tanti: sindaco, presidente del Consiglio comunale, capigruppo, presidente della Provincia, assessore regionale all’agricoltura, rappresentanti della Sadam, della Power Crop, della Ned, sindacalisti, mentre fuori stazionavano alcuni lavoratori. La riunione, protrattasi fino all’una e mezza di notte, è stata molto accesa, con momenti di forte tensione. Questo il clima riferito da alcuni partecipanti, in assenza di dichiarazioni del ‘padrone di casa’, il sindaco.

 

La Sadam ha presentato il progetto che prevede la centrale elettrica alimentata a olio di girasole, la divisione ingegneristica (avviata nel frattempo a Jesi) e lo stabilimento per la produzione di pannelli fotovoltaici della «Ned». Il tutto illustrato da un filmato con simulazioni del futuro polo energetico da realizzare — è stato ribadito — a Girola, secondo l’indicazione data a suo tempo dal sindaco, sulla scia del pronunciamento della maggior parte dei gruppi consiliari.

 

Ma il ‘no’ a questa soluzione pronunciato da Forza Italia, dagli industriali e dal comitato cittadino ha rimesso tutto in discussione. Di Ruscio lo ha sottolineato nel corso della riunione dell’altra sera, prospettando alla società una nuova ipotesi più percorribile (quella della Valdete), senza però ufficializzarla.

 

Durissimo il giudizio di sindacati e azienda su questo ennesimo cambio di ‘rotta’, che prolungherebbe i tempi della riconversione. In conclusione i sindacati hanno chiesto un nuovo incontro da convocare a stretto giro con la partecipazione anche degli oppositori all’ipotesi Girola (l’on. Ceroni per Forza Italia, e gli industriali), prima di andare al confronto con la popolazione. Il percorso, come si può intuire, appare ancora molto impervio.

Paolo Marconi










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