Il consiglio dovrà riunirsi entro 20 giorni. "Tutta la vicenda è stata gestita in modo privatistico dall’Asite, senza che nessuna istituzione pubblica ne fosse a conoscenza", lamentano i consiglieri
Fermo, 26 giugno 2008 - Finirà in Consiglio comunale la vicenda dei rifiuti napoletani conferiti lo scorso anno, prima dello stop imposto dalla Provincia, nella discarica di Fermo senza l’autorizzazione delle istituzioni preposte, sulla base di un contratto tra la società comunale Asite e una ditta della Campania.
La richiesta di convocazione del civico consesso in seduta aperta alla partecipazione dei rappresentanti dell’Asite, della Regione, della Provincia di Ascoli Piceno e dei Sindaci del Fermano è stata depositata ieri in municipio corredata dalle firne di 14 consiglieri in rappresentanza di tutti i gruppi di opposizione. A termini di regolamento, il Consiglio dovrà essere convocato entro 20 giorni dalla data del protocollo. Le finalità dell’iniziativa sono state illustrate ieri in una conferenza stampa dai consiglieri Giuseppe Buondonno, Daniele Fortuna, Mauro Tomassetti e Paolo Calcinaro.
"Abbiamo voluto riportare nella sede legittima — ha detto Buondonno — un tema che ci sembra importante. Noi non siamo mai entrati nell’aspetto giudiziario della vicenda, né abbiamo espresso valutazioni sulla natura dei rifiuti. Abbiamo voluto censurare la gestione politica. E’ grave che il sindaco non abbia sentito la necessità di informare il Consiglio comunale. Tutta la vicenda è stata gestita in modo privatistico dall’Asite, senza che nessuna istituzione pubblica ne fosse a conoscenza".
"Noi non siamo pregiudizialmente contrari al conferimento di rifiuti provenienti dalla Campania, in un quadro di solidarietà per fronteggiare l’emergenza. Ma l’operazione, come è avvenuto anche in passato, deve svolgersi nell’ambito dei previsti controlli istituzionali. Furono i cittadini all’epoca — ha aggiunto Buondonno — a segnalarci i movimenti di camion provenienti dalla Campania. E se, sulla scia di ciò, non fosse tempestivamente intervenuta la polizia provinciale, le tonnellate di rifiuti conferite sarebbero state non seimila, ma venticinquemila".
Il contrasto tra la valenza pubblica-comprensoriale della discarica di San Biagio, realizzata e ampliata con risorse pubbliche, e la gestione privatistica del conferimento dei rifiuti campani è stato sottolineato dal consigliere Fortuna. "Il problema — ha detto — è che quei rifiuti sono stati presi all’insaputa delle istituzioni, senza garanzie sugli interlocutori campani e sulla natura dei rifiuti".
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