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I 'tagli' alla scuola colpiscono i docenti:
425 in meno tra Fermo e Ascoli

Un piano del Governo prevede entro quattro anni una riduzione del 10% delle cattedre e del 17% del personale tecnico. La nuova ondata di tagli sugli organici si abbatterà anche sulla scuola fermana

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Alcuni alunni a scuola Fermo, 1 luglio 2008 - Una nuova ondata di tagli sugli organici si abbatterà anche sulla scuola fermana. Un piano del Governo prevede entro quattro anni una riduzione del 10% delle cattedre e del 17% del personale tecnico. Per quanto riguarda il dato provinciale Fermo-Ascoli il ‘dimagrimento’ sarà in questi termini: 56 posti in meno nella scuola dell’infanzia; 126 in quella primaria; 93 alle medie e 151 alle superiore.

 

Un ‘alleggerimento’ di 425 docenti che viene giustificato con la ricerca di un’efficienza gestionale che va inseguita a tutti i ‘costi’ : le minori spese stimate, così dicono i tecnici del Governo, comporterebbero i giusti risparmi per inseguire gli ‘standard europei’. ''Il Governo italiano fa confronti senza considerare che nel nostro Paese si studiano più materie; che abbiamo 8.000 comuni dei quali i 2/3 sono piccolissimi, ragione per cui nelle zone interne si formano classi da 15-16 alunni, contro i 32-33 nelle aree metropolitane. Un dato già elevato — spiega Adalberto Tieghi, rappresentante provinciale Cisl scuola — che con la diminuzione dei posti vedrebbe accrescere ulteriormente il disagio di un corpo docenti che dovrebbe fare i conti con classi troppo numerose e difficilmente gestibili. Così concepita la scuola non può essere nè un sistema efficace nè efficiente: non ci sono le condizione giuste per lavorare. A ciò si aggiunga la riduzione del personale Ata: ad AscoliFermo 19 tagli contro i 24 posti in meno previsti per le Marche. Condizione che favorisce atti vandalici e di bullismo negli istituti scolastici''.

 

''Siamo delusi dal vecchio Governo — commenta Paola Federici, segretari a provinciale Cisl — del nuovo vedremo le proposte. Se dovesse essere necessario faremo scioperi e manifestazioni contro il ministro Gelmini. Non sono d’accordo con quanti parlano di scuola di qualità. Quest’anno le immissioni a ruolo sono state la metà; ai nuovi iscritti la sede è stata data d’ufficio, non tenendo conto delle richieste; neanche la domanda di quanti volessero rientrare in Provincia è stata presa in considerazione. C’è un disagio generale che pesa sugli insegnanti: nell’attuale provincia di Ascoli siamo stati i primi penalizzati dai tagli per il 70%''.










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