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AREA DI VIA ZEPPILLI

Alati: "Fu un errore venderla,
perché non riacquisirla al pubblico?"

Il coordinatore di Unione Democratica interviene sulla controversa vicenda dell’urbanizzazione nelle immediate adiacenze dell’ex ospedale psichiatrico. "Riacquisiamo quell’area, che è di importanza vitale per la nuova Provincia"

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Area Zeppilli Fermo, 2 luglio 2008 - "Vendere l’area di via Zeppilli fu un errore da parte della Provincia, anche se il ricavato è stato poi investito nella realizzazione del polo scolastico. Un’area in una posizione così strategica avrebbe dovuto essere destinata a servizi pubblici per la città e per l’intero territorio, a maggior ragione alla luce di quanto avvenuto dopo con l’istituzione della Provincia".

 

A intervenire con queste parole nella controversa vicenda dell’urbanizzazione nelle immediate adiacenze dell’ex ospedale psichiatrico è Pino Alati,coordinatore di Unione Democratica, che rilancia con una proposta provocatoria: "Sono stufo di assistere alle stucchevoli polemiche di queste ultime settimane. Meglio sarebbe stato che qualcuno avesse detto: "Riacquisiamo quell’area, che è di importanza vitale per la nuova Provincia, al patrimonio pubblico". Penso che non sarebbe un obiettivo impossibile, proponendo ad esempio all’attuale proprietario, la ditta Santarelli, una permuta di aree".

 

Quanto al passato, alle discusse e discutibili vicissitudini, ormai decennali, legate all’area di via Zeppilli, Alati fa alcune puntualizzazioni. "Il certificato urbanistico di questa area — dice — è sempre stato B1, zona di completamento" (che consente una maggiore volumetria rispetto al piano di lottizzazione elaborato nel ’98 dall’allora assessore provinciale di Rifondazione Volponi, poi non recepito nel nuovo Prg di Fermo nel 2000 ndr).

 

Sull’asta per la vendita dell’area, avvenuta nel settembre 2000, Alati afferma: "Qualcuno dovrà fare autocritica per come è stata impostata, per alcuni passaggi poco chiari, o chiari solo per chi è stato più abile nell’interpretare il bando". Secondo Alati, che all’epoca faveva parte della maggioranza di centrosinistra a Fermo, ci sono state in questa vicenda "responsabilità politiche da attribuire a chi gestiva l’urbanistica in Provincia e a Fermo (in entrambi i casi i Ds ndr) non agli alleati".










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