Il ragazzo aveva preso le difese di un coetaneo. I fatti, secondo alcuni genitori, sarebbero avvenuti nel liceo scientifico 'Calzecchi-Onesti' e nonostante la richiesta di un intervento da parte di chi di dovere, sarebbero continuati
Pesaro, 5 luglio 2008 - Lo avrebbro picchiato più volte durante l’anno scolastico e la stessa sorte sarebbe toccata a un altro giovane studente che aveva provato a prendere le sue difese. Il termine più di moda per questo tipo di episodi è bullismo, ma gira e rigira, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare, sempre di atti violenti che ledono la dignità dei ragazzi si tratta.
I fatti, secondo alcuni genitori, sarebbero avvenuti nel liceo scientifico 'Calzecchi-Onesti' di Fermo e nonostante la richiesta di un intervento da parte di chi di dovere, sarebbero continuati per tutto l’anno scolastico.
A raccontare è la mamma di uno dei ragazzi, che ha deciso di parlare a scuola finita per paura di eventuali ritorsioni su suo figlio. "Tutto è iniziato — racconta la donna — quando ho notato il ragazzo notevolmente turbato. Parlando con lui sono riuscita a farmi raccontare il perché del suo stato d’animo e ho scoperto che un suo compagno di classe era stato vittima di ripetuti atti di bullismo senza che ci fosse un motivo particolare. A quel punto ho deciso di parlarne con il preside e i professori, per cercare di capire insieme cosa stesse accadendo realmente nella classe frequentata da mio figlio. E’ stato convocato un consiglio straordinario, dove si è parlato del problema e tutto è stato messo a verbale. Credevo che fosse il primo passo verso la soluzione della vicenda e invece, pochi giorni dopo, anche il mio ragazzo e diventato vittima di aggressioni di gruppo che in gergo vengono definite ‘caricò’. Il cosiddetto caricò — aggiunge la donna — consiste nell’effettuare una carica vera e propria contro la vittima predestinata e poi colpirla con calci e pugni. La cosa nel corso dell’anno scolastico si è ripetuta più volte insieme ad altri gesti, come sfondare lo zaino dei ragazzi e minacce di vario tipo nel caso avessero raccontato l’accaduto a genitori e professori. Il prossimo anno quasi sicuramente il problema si riproporrà, perciò chiedo al preside di intervenire, affinché ciò non avvenga".
Dal canto suo il preside, Alfonso Sgattoni, sostiene di venire a conoscenza solo ora di questi episodi: "Durante l’anno scolastico c’è stato qualcosa, ma non mi risultano atti di bullismo. E’ stato rotto un vetro, sfondata una porta, ma siamo sempre intervenuti e i genitori degli studenti responsabili hanno già risarcito i danni. Non vorrei che quanto raccontano certe persone sia un pretesto per mettere in cattiva luce la scuola. Io comunque sono a disposizione per ogni chiarimento e per un eventuale confronto atto a risolvere il problema nel caso esistesse davvero".
Fabio Castori
Ben 103 Fiat ‘500, arrivate da tutta Italia, hanno affollato il Girfalco in occasione del raduno del coordinamento fermano del ‘500 Club Italia. Vari gli esemplari totalmente originali, ma soprattutto molti quelli modificati e resi più eccentrici: dalla ‘500 viola di una ragazza di origine svizzera a quella fatta spider da un signore di Jesi, che aveva vinto quell’auto a un precedente raduno svoltosi a Fermo