Continua il braccio di ferro tra i gestori degli chalet della costa e i comitati antirumore di Lido di Fermo e Porto Sant'Elpidio che si schierano con il capitano dei carabinieri di Fermo, Zacheo, e con tutte le forze dell’ordine che vigilano sul litorale
Fermo, 17 luglio 2008 - Ormai è una vera e propria guerra, quella tra alcuni gestori degli chalet della costa e i vari comitati antirumore dei residenti. I comitati antirumore ‘Viverelido’ di Lido di Fermo e ‘Abbassiamo il volume’ di Porto Sant’Elpidio ieri hanno preso le difese del capitano della Compagnia dei carabinieri di Fermo, Pasquale Zacheo, accusato, così come tutte le forze dell’ordine in genere, di effettuare troppi controlli.
''Trovare le parole per ringraziare il capitano Zacheo, per l’attività svolta in questi giorni nel tentativo di ristabilire la legalità lungo il litorale fermano, non è facile - si legge in un comunicato -. Eravamo stati facili profeti quando dicevamo che investire nell’industria dello sballo era stata una scelta sconsiderata ed i fatti di questi giorni lo hanno confermato. Adesso per via di un carabiniere con la strana idea di far applicare la legge, gli schemi sono saltati e forse anche i nervi. Se tutto ciò rende comprensibili, ma non giustificabili, le parole di un operatore disabituato ad essere controllato, inaccettabili e gravissime ci sembrano invece le affermazioni di quegli amministratori che definiscono eccessiva la pressione delle forze dell’ordine sugli esercenti''.
Dello stesso avviso è anche il presidente provinciale del sindacato di polizia Consap, Stefano Belfiore: ''Vorrei ricordare che le forze di polizia, anche per questa fattispecie di servizio, operano nel rispetto della legge e per il rispetto della legge. Non esiste alcuna ‘eccessiva pressione sugli operatori turistici’ perché le regole non sono mediabili. I controlli agli chalet sono giusti, soprattutto quelli che riguardano la somministrazione delle bevande alcoliche, e non danneggiano per nulla il sano turismo. Infatti, l’azione delle forze dell’ordine ed il rispetto delle leggi vigenti in materia hanno portato alla consistente diminuzione di tragedie scaturite proprio dall’uso di alcolici e di stupefacenti''.
''Mi sorprendono, dunque, le posizioni espresse dal sindaco Di Ruscio e dall’assessore Romanella, i quali, in quanto tali, prima di essere politici, sono uomini dello Stato al pari degli appartenenti alle forze dell’ordine, con gli stessi obblighi e medesime prerogative. La cosa più saggia che il primo cittadino di Fermo potrebbe fare per chiudere questa sgradevole vicenda, sarebbe quella di scusarsi pubblicamente con gli appartenenti alle forze dell’ordine, anche a nome dell’assessore, per questo incidente diplomatico estivo''.
Fabio Castori
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