La Confartigianato avverte i cittadini di stare attenti alla periodicità delle verifiche che variano a seconda della potenza e dell'anzianità degli impianti
Macerata, 22 luglio 2008 - Occhio alla caldaia. Va bene che, con le alte temperature di questi giorni e in piena estate, si ha ben altro a cui pensare. Ma è meglio fare attenzione al nostro impianto di riscaldamento per evitare brutte sorprese: come una sonora multa che va da un minimo di 100 ad un massimo di 600 euro.
Il consiglio regionale, infatti, ha approvato la legge sulle 'Disposizioni in materia di controllo degli impianti termici', demandando ai Comuni (nei centri superiori a 40mila abitanti), o alle Province (per tutti i centri minori) le ispezioni di controllo.
"La corretta manutenzione degli impianti e il controllo della loro efficienza sono una garanzia per il cittadino, sia in termini di sicurezza che di minor consumo e inquinamento — afferma Fabio Meriggi della Confartigianato di Macerata — . Ma è necessario che i cittadini siano informati per non incappare nelle sanzioni, anche perché per l’anno in corso la Regione ha stanziato appena 50mila euro. Viene da dire che a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, visto che il regime sanzionatorio rischia di essere utilizzato non come deterrente per prevenire o limitare le irregolarità, ma come fonte di finanziamento per la copertura delle spese, augurandosi, perciò, che il cittadino non abbia un comportamento virtuoso".
Vediamo di capire meglio le cose, partendo dalla situazione attuale. Fino ad ora, era facoltà del cittadino, tramite il proprio tecnico manutentore, autocertificare che l’impianto fosse a norma; contestualmente si dovevano versare 7 o 6,70 euro (a seconda del fatto che l’importo andasse alla Provincia o al Comune). A questo controllo, da fare ogni anno, ogni due anni si aggiungeva quello sull’efficienza dell’impianto.
La Provincia effettuava ispezioni tramite l’Osservatorio Geofisico, che inviava dei tecnici: nel caso qualcuno non avesse provveduto, erano gli stessi ad effettuare i controlli e farsi pagare la prestazione. "Ora non si deve più alcun versamento — dice Meriggi — ma l’autocertificazione, che era facoltativa, è diventata obbligatoria, mediante applicazione del bollino verde da parte del manutentore di fiducia che deve poi trasmetterlo alla Provincia o al Comune. Le sanzioni sono pesanti: da 100 a 600 euro".
Non solo. "Esistono due tipi di controllo: quello relativo alla manutenzione e quello relativo all’efficienza energetica. Poiché la periodicità non è la stessa il rischio che si generi confusione nei cittadini è molto alto, con conseguenti multe".
In particolare i controlli di efficienza energetica degli impianti sono: annuali, quando riguardano impianti alimentati da combustibile liquido, solido o impianti a gas di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 Kw; biennali, se diversi dai precedenti, con una potenza inferiore ai 35 Kw e dotati di generatori, vecchi di almeno otto anni; quadriennali, per tutti gli impianti di potenza inferiore a 35 KW. Una situazione in cui sbagliare e, dunque, essere multati, è facilissimo. "E’ bene, perciò — conclude Meriggi — che i cittadini si informino tempestivamente".
Franco Veroli
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