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LA PROTESTA

Giornalisti in piazza a Senigallia
contro la legge sulle intercettazioni

Il Sigim, il sindacato dei giornalisti marchigiani, chiede alle istituzioni, ai parlamentari, ai sindacati della regione "la partecipazione all'iniziativa pubblica di domani a Senigallia (davanti alla Rotonda, dalle 18 alle 21) contro il decreto sulle intercettazioni telefoniche e la cronaca giudiziaria

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intercettazioni Ancona, 25 luglio 2008 - Il Sigim, il sindacato dei giornalisti marchigiani, ha scritto al presidente della giunta e del consiglio regionale, ai parlamentari delle Marche e ai vertici di Anci, Upi e Uncem per sollecitare la loro partecipazione all'iniziativa pubblica di domani a Senigallia (davanti alla Rotonda, dalle 18 alle 21) contro il decreto sulle intercettazioni telefoniche e la cronaca giudiziaria.
 

 

Un appuntamento promosso da Federazione nazionale della stampa, Sigim e Unione nazionale cronisti italiani, nell'ambito della campagna di mobilitazione di categoria, al quale prenderà parte il presidente dell'Unci Guido Columba.
 

 

''Il testo approdato ieri l'altro in Commissione Giustizia alla Camera (numero 1415) - dice la lettera - ha confermato in pieno i timori emersi dopo le prime anticipazioni del Sole 24 Ore. Si sta preparando, nell'indifferenza del Paese, delle sue istituzioni, della classe politica, dei cittadini, e di parte non indifferente della nostra categoria, un autentico agguato all'informazione. Se approvato nel testo preparato dal Governo, il Ddl 1415 garantisce infatti di cancellare la cronaca giudiziaria dal giornalismo italiano, con effetti deflagranti sul diritto dei cittadini ad essere informati''.
 

 

''La posta in palio - sostiene il Sigim - è altissima. Se il Ddl 1415 fosse stato in vigore in questi anni, gli italiani non avrebbero saputo nulla del crac Parmalat o di Calciopoli, del caso Fazio o delle morti alla clinica Santa Rita. Se il Ddl 1415 velera' il nostro orizzonte informativo, di nessun caso giudiziario - grande o piccolo - si potrà più scrivere una sola riga fino all'udienza preliminare e oltre (il testo e' a dir poco ambiguo), e soprattutto non si potrà più scrivere di alcun procedimento e di alcuna indagine in corso. Perché a essere coperti dal divieto assoluto di trattazione non saranno solo le intercettazioni telefoniche (impubblicabili per legge, neppure per estratto) ma tutti gli atti e le attivita' di indagine del pm e della polizia giudiziaria''.
 

 

''Ciò significa - sottolinea il Sigim - che le notizie verranno a galla dopo anni, quando saranno già vecchie e avranno perso gran parte della loro forza e rilevanza sociale. Così non sapremo più nulla non solo dei grandi scandali, ma neppure dei fatti criminali che investono la vita di ogni comunità, di qualsiasi dimensione essa sia''. ''Non solo: i giornalisti che violassero la legge andrebbero in carcere. E fino a tre anni: una follia, nel Paese dell'indulto. E' questo il progetto che ha l'Italia per garantire la libertà di stampa? Con i giornalisti in prigione e gli editori salassati di multe milionarie fino a minacciarne la presenza in edicola?''.

  • 29/07/2008 12:19
    monique
    ben venga il ddl 1415!!!! quella attuale non è liberà di stampa è mercificazione della notizia in funzione della maggior tiratura o dell'auditel.
  • Sono presenti 1 commenti
 

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