Secondo i dati di Unioncamere Marche le imprese attive sono scese da 160.707 a 160.501. La crisi non risparmia neanche il comparto artigiano e quello agricolo, con cali rispettivamente di 124 e 221 imprese
Ancona, 6 agosto 2008 - Meno 206 in sei mesi. Le imprese attive, secondo i dati dell'Unioncamere Marche, sono scese da 160.707 a 160.501 unità nelle Marche. La crisi non risparmia nemmeno le imprese artigiane, che scendono da 52.284 a 52.160 unità, con una perdita di 124 imprese. I venti di crisi frenano soprattutto le attività commerciali e agricole, ma anche il manifatturiero risente del difficile momento congiunturale, con l'eccezione della meccanica che registra un aumento delle imprese.
A pagare il prezzo più salato è il comparto agricolo, che vede la scomparsa di 361 aziende mentre nel commercio si registra un calo di 221 imprese. Al contrario, aumentano alberghi e ristoranti (+42), forse per effetto della nuova legge regionale sui pubblici esercizi che ha introdotto elementi di liberalizzazione nel settore. Sono pesanti le perdite nel mobile (-89) e nel calzaturiero (-45) mentre nella meccanica (+39) e negli alimentari (+21) le imprese in attività sono aumentate.
Notizie positive arrivano anche dal settore immobiliare (+225) e dall'edilizia (+180), settore che ha comunque visto ridursi la forbice tra le aziende che iniziano un'attività e quelle che la chiudono. Continua la crisi nel trasporto merci dove le aziende in attività sono diminuite di 89 unità passando da 5.329 a 5.240 imprese mentre le attività di servizio rimangono stabili.
''Quello che emerge dalla nostra rilevazione -afferma Unioncamere Marche- è un sistema produttivo fermo, che punta sul secondo semestre dell'anno per evitare di interrompere una crescita delle imprese in attività, che dura ormai da circa quindici anni. Molto dipenderà dall'andamento del costo del prezzo del petrolio e dai prezzi delle materie prime, che in questi sei mesi hanno registrato una forte impennata. Staremo a vedere ma i venti di crisi soffiano sempre più forte''.
La crisi non colpisce tutto il territorio marchigiano allo stesso modo. Se la diminuzione di 201 aziende attive nell'ascolano non è una sorpresa, per una provincia che paga la difficile situazione di interi distretti produttivi come l'agroalimentare e il calzaturiero, preoccupa il saldo negativo di 157 imprese nel pesarese, dove è il commercio a registrare le maggiori difficoltà specialmente nel segmento dei piccoli negozi nei centri storici.
A Macerata le imprese attive si confermano stabili poco sopra le 37mila unità mentre la provincia di Ancona registra una crescita di 143 aziende, grazie a meccanica ed edilizia. Una conferma dell'evoluzione del sistema produttivo marchigiano viene dall'andamento delle imprese in base alla ragione sociale: i neo imprenditori continuano a preferire la società di capitali (+561) rispetto alla società di persone (-495) e all'impresa individuale (-331) anche se, quest'ultima, con 105.862 imprese, rimane di gran lunga la forma giuridica più diffusa nella regione.
Dopo il successo del primo appuntamento di 'Gustando il Medioevo', l’iniziativa, proposta dall’Assessorato alla Cultura e dalla Contrada San Martino, il 2 agosto, alle 21, nella suggestiva piazzetta San Martino a Sant’Elpidio a Mare, verrà riproposta la seconda serata dedicata a riscoprire il gusto dei sapori e dei cibi medioevali. Frutta, De Lasanis (Lasagne), De le zucche, Brodetto saracenico, Bourbelier di Cinghiale, crespelle e pere sciroppate, sono alcuni piatti del menù