Sono quasi 170 le domande di iscrizione a fronte di 65 posti disponibili: sono per lo più marchigiani, quasi tutti fermani gli aspiranti infermieri, anche se non mancano le richieste anche da fuori regione
Fermo, 18 settembre 2008 - Al tempo della disoccupazione, della precarietà, del miraggio del posto fisso, c’è un mestiere veramente d’oro. Non ci sono abbastanza infermieri tra le corsie degli ospedali, non c’è abbastanza personale nelle cliniche private, nelle case di riposo. Ecco perché c’è la corsa all’iscrizione al corso di laurea in scienze infermieristiche a Fermo, quasi 170 domande di iscrizione a fronte di 65 posti disponibili.
Sorride soddisfatto il coordinatore del corso, Adoriano Santarelli, sempre al telefono a organizzare, dare informazioni, chiamare docenti e studenti: "Il corso compie a Fermo il suo primo anno di vita, quasi tutti i primi iscritti passano al secondo anno con gli esami in regola e il tirocinio svolto. Io intanto continuo a ricevere telefonate dalle aziende sanitarie, dalle cooperative, tutti a chiedere se i miei infermieri sono pronti oppure no".
Il boom di iscrizioni è dovuto alla promozione fatta nelle scuole, alle tante giornate di orientamento organizzate nei mesi scorsi per convincere i giovani a scegliere un corso di studi assolutamente sicuro.
Dei 65 iscritti lo scorso anno ne sono arrivati fin qui ben 59, una media altissima rispetto alle altre università che vantano il triste primato degli abbandoni.
Se tutto prosegue così, il prossimo anno ci saranno i primi laureati, le prime forze nuove pronte a lavorare. Spiega Santarelli: "Non capita tanto spesso che sia il lavoro ad aspettare te, non tutti i laureati trovano un impiego prima ancora di concludere gli studi".
Santarelli spiega che quest’anno sono per lo più marchigiani, quasi tutti fermani gli aspiranti infermieri, anche se non mancano le richieste anche da fuori regione, dalla Puglia per esempio.
I docenti arrivano dalla facoltà di medicina di Ancona, ma più spesso sono gli stessi medici del Murri a far lezione, come sottolinea ancora il coordinatore del corso: "Abbiamo voluto dare a questo corso un’identità profondamente fermana e i ragazzi hanno risposto alla grande, speriamo davvero di crescere sempre e di lavorare sempre meglio".
Intanto c’è pure una sede definitiva in fase di sistemazione: i locali che il liceo classico Paolo VI sta liberando al seminario.
Quando la scuola chiuderà definitivamente i battenti, ci sarà un’intera ala del seminario a disposizione. Gli studenti non si lamentano della distanza dal centro della città perché, conclude Santarelli, "qui abbiamo i parcheggi e tutte le comodità. Il centro storico sarà bello, ma prova a lasciare la macchina. A noi va benissimo così, la nostra sede sarà pronta a giorni; per l’inizio delle lezioni, il 6 ottobre, saremo pronti".
Angelica Malvatani
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