Il caro mutui ha bloccato il mercato, specie nell’entroterra. Il presidente degli edili ammette: "Molti alloggi invenduti, ma le imprese rimangono fiduciose"
Fermo, 3 ottobre 2008 - Per decenni, insieme all'oro, il ‘mattone’ è stato considerato un bene rifugio. Con il boom economico degli anni ’60/70, la casa è diventata una priorità. Oggi, che oltre l'80% delle famiglie italiane ne possiede una, la crisi economica e il caro mutui stanno mettendo a rischio la proprietà.
Come scritto l'altro ieri, in città sono aumentate le trascrizioni pregiudiziali, cioè i pignoramenti immobiliari, e, di pari passo, sono diminuite le iscrizioni immobiliari. In altre parole, l'accensione di nuovi mutui per l'acquisto della casa. A fronte di ciò, però, le imprese edili continuano a costruire. Come mai?
"Guardi, la situazione è piuttosto calma. A Fermo esiste ancora la voglia di fare da parte delle imprese. La nascita della provincia sta trainando il settore, ma non come auspicavamo", afferma Federico Steca, presidente della sezione edili di Confindustria Fermo. "Vede - aggiunge -, l'edilizia industriale è ferma da mesi, mentre per quella abitativa, detto di Fermo, c'è ancora qualche possibilità lungo la costa, mentre all'interno la situazione è di calma piatta. Ci sono molti alloggi invenduti e prima di iniziare la costruzione di nuovi occorre pensarci su due volte. Gli investimenti sono notevoli e, anche a causa del costo del denaro, meno remunerativi rispetto al passato. Del resto, le imprese devono, anzi sono quasi obbligate a pensare positivo, altrimenti sarebbe la fine, con la perdita di numerosi posti di lavoro".
Tornando a parlare di Fermo, tra un po' partirà il cantiere in via Zeppilli (circa 90 appartamenti), da poco ne è stato chiuso un altro sulla bretella di Santa Caterina, altri appartamenti sono in costruzione nell'ex area Vallesi e ancora molti ne sono aperti nell'immediata periferia: un quadro che presenta una situazione diversa da quella che è dipinta. O no? "Come accennato, esiste il traino provincia, si va avanti con il modulare (nel senso che costruiscono 20 appartamenti, iniziano a vendere, poi realizzano gli altri e cosi via, ndr), e con la speranza che torni un briciolo di sereno ed il mercato si smuova".
Detto dell’edilizia industriale e abitativa, a livello di lavori pubblici com'è la situazione? "Alla politica chiediamo di essere più vicino alle imprese locali - conclude Steca - chiediamo di snellire la burocrazia, chiediamo di far partire i tanti project financing fermi da troppo tempo. Chiediamo, infine, nel rispetto delle regole di privilegiare le nostre imprese rispetto a quelle che arrivano da fuori regione".
Mauro Nucci
Sono quasi 170 le domande di iscrizione a fronte di 65 posti disponibili: sono per lo più marchigiani, quasi tutti fermani. Ma non mancano le richieste anche da fuori regione
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