La mossa della difesa di due imputati ha costretto il pubblico ministero a chiedere il rinvio: d’accordo con tutte le parti del processo, si è preso del tempo per esaminare gli atti depositati dalla difesa e di rinviare la discussione
Fermo, 3 ottobre 2008 - Colpo di scena al processo per gli abusi sessuali ai danni delle tre sorelline di Amandola di 8, 12 e 16 anni. Francesco De Minicis (nella foto), difensore di due degli imputati Antonio Ruggiu, 69 anni, e Zyber Kuljxhu, albanese di 44 anni, residenti a Santa Vittoria, ha depositato una perizia di parte che ha scombinato i piani del pm Umberto Monti.
Nella perizia di una delle massime esperte internazionali in psichiatria legata agli abusi sui minori, la prof. Luisella De Cataldo Neuburger, si rileva chiaramente la dubbia capacità di testimoniare da parte delle vittime. E proprio per questo motivo che il pm Monti, d’accordo con tutte le parti del processo, ha chiesto tempo per esaminare gli atti depositati dalla difesa e di rinviare la discussione, nonché la conseguente sentenza al 14 ottobre.
"La perizia – spiega l’avvocato De Minicis – rileva la dubbia capacità di testimoniare delle ragazzine e la possibilità che i loro racconti siano frutto di immaginazione. Il tutto potrebbe essere imputabile alla disastrosa situazione familiare che hanno vissuto. La dottoressa De Cataldo spiega come sia possibile che ci sia qualcosa di vero e qualcos’altro di inventato, ma che non è impossibile stabilire cosa sia realmente accaduto. La perizia rileva anche che, nel corso delle indagini, le presunte vittime sono state sottoposte ad un numero eccessivo e stressante di interrogatori in contrasto con le modalità scientifiche della raccolta delle testimonianze di minori".
Gli esiti della perizia hanno sconvolto così la marcia di avvicinamento verso la sentenza prevista per oggi e tutto è stato rinviato alla prossima udienza. Dopo la condanna a 8 anni e 8 mesi dello zio delle tre sorelline, si avviano verso la conclusione della fase processuale anche le posizioni degli altri 10 pedofili.
Fabio Castori
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