Dopo la condanna inflitta a tre dei sette indiani accusati di abusi su una delle bambine, nuove sentenze a carico di Antonio Ruggiu, 69 anni, pensionato, e Zyber Kuljxhu, 44enne albanese
Ascoli, 16 ottobre 2008 - Continua il processo per la vicenda delle tre sorelline di Amandola, coinvolte in un giro di pedofilia che nel 2007 ha portato in carcere undici persone. Dopo la condanna inflitta a tre dei sette indiani accusati di aver abusato sessualmente e ripetutamente di una delle tre sorelline, il gup del Tribunale di Ascoli, Alessandra Panichi, ha emesso altre due condanne.
La sentenza è stata pronunciata a carico di Antonio Ruggiu, 69 anni, pensionato di origine sarda residente a Santa Vittoria in Matenano, e Zyber Kuljxhu, albanese, 44 anni, residente ad Amandola. Ai due sono stati inflitti rispettivamente sette anni di carcere, ridotti a 4 anni e sei mesi grazie allo sconto del rito abbreviato, e 10 anni e 6 mesi, ridotti a sette anni, oltre ad una multa di 20.000 euro.
Entrambi si trovano da qualche tempo agli arresti domiciliari. I due imputati dovevano rispondere della medesima accusa: atti sessuali con soggetti inferiori a 16 e 14 anni (l'età delle due sorelle maggiori, coinvolte in questa parte della vicenda, all'epoca dei fatti, a cavallo di Capodanno 2007). Oltre a questo l'albanese doveva però rispondere anche di induzione alla prostituzione. Il gup ha accolto in pieno la richiesta del pm Umberto Monti per Kuljxhu, mentre ha ridotto la condanna di due mesi per Ruggiu.
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