Il Palazzo dei Priori accoglie l'opera dipinta da Giulio Romano. La tela giunge nelle Marche proprio in contemporanea alla grande mostra su Vincenzo Pagani e la cultura raffaellesca nelle Marche meridionali, curata da Sgarbi
Fermo, 17 ottobre 2008 - Tutto pronto a Fermo per accogliere sabato mattina la piccola, preziosissima tela con 'Madonna con Bambino, S. Anna e S. Giovannino' acquistata di recente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo sul mercato antiquariale internazionale.
L’opera giunge nelle Marche proprio in contemporanea alla grande mostra su Vincenzo Pagani e la cultura raffaellesca nelle Marche meridionali curata da Vittorio Sgarbi, Vincenzo Pagani, un pittore devoto tra Crivelli e Raffaello. Quale più fortunata circostanza per arricchire, semmai ce ne fosse bisogno, una mostra che sta riscontrando grandi consensi di pubblico e di critica.
Si tratta di una tavola raffigurante la Sacra Famiglia con San Giovannino e Sant’Anna uscita dalla bottega romana del grande urbinate e derivata dai suoi modelli divulgati anche attraverso le stampe di riproduzione. Una serie di analisi riflettografiche e radiografiche effettuate a Firenze presso i laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure hanno evidenziato l’originalità dell’opera, consentendo di ravvisare vari ripensamenti che attestano trattarsi non di una copia ma di un originale dovuto al pennello del più fedele seguace di Raffaello, Giulio Romano.
Illustre è anche la provenienza del dipinto appartenuto alla famiglia Braschi, quella del papa Pio VI, la cui collezione venne saccheggiata a Roma in occasione dell’arrivo delle truppe napoleoniche; successivamente la tavola è documentata presso altre importanti raccolte inglesi fino al suo odierno rientro in Italia grazie alla lungimiranza della Fondazione Carifermo.
Una pubblicazione scientifica che illustrerà meglio il prezioso acquisto è in corso di preparazione.
Il Palazzo dei Priori accoglie l'opera dipinta da Giulio Romano. La tela giunge nelle Marche proprio in contemporanea alla grande mostra su Vincenzo Pagani e la cultura raffaellesca nelle Marche meridionali