In sei dal giudice, le prime condanne. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Raffaele Iannella, aveva preso il via nel dicembre 2006
Fermo, 8 novembre 2008 - I carabinieri li avevano definiti una sorta di 'Puglia Connection'. Da qui il nome dell’operazione con cui era stata sgominata una banda dedita al riciclaggio di auto rubate e al traffico di cocaina.
Ieri sei dei presunti componenti dell’organizzazione sono comparsi davanti al giudice Ruggiero Dicuonzo. Si tratta Sabino Dello Russo, pugliese 46 anni residente a Fermo, Pio Gatta, pugliese 31 anni residente a Fermo, Emiliano Di Cristino pugliese 33 anni residente a S.Elpidio a Mare, Luigi Cursio, 45 anni di S.Elpidio a Mare, Cinzia Carbonaro, 31 anni di Fermo, e Rami Jureci, albanese 31enne residente a Rapagnano.
I primi due hanno optato per il processo con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Dello Russo è stato condannato a 2 anni e 10 mesi più 2000 euro di multa, Gatta a un anno e 4000 euro di multa. Jureci ha patteggiato la pena di sei mesi in continuazione con i reati per i quali era già stato condannato a Macerata, finendo così per avere un totale di due anni. Di Cristino e Curzio, difesi dall’avvocato Michela Romagnoli, sono stati rinviati a giudizio e saranno processati a maggio. Carbonaro invece è stata assolta.
L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Raffaele Iannella, aveva preso il via nel dicembre 2006, quando i carabinieri avevano ricevuto una confessione dal responsabile di diverse rapine. L’uomo, dopo essere stato arrestato, aveva dichiarato di aver effettuato i colpi per procurarsi il denaro per acquistare la cocaina di cui faceva uso assiduamente. Gli uomini del nucleo operativo si erano messi sulle tracce dei tre pugliesi considerati i personaggi di spicco della banda, e, con un lungo lavoro investigativo, erano riusciti a ricostruire l’asse, tra il Fermano e la Puglia, su cui si muoveva un vasto traffico di cocaina e di auto rubate.
Gli investigatori avevano anche scoperto che la stessa banda aveva organizzato il furto dell’auto del sostituto procuratore di Fermo Luigi Ortenzi, allo scopo di lanciare un segnale intimidatorio alla magistratura fermana impegnata nel processo alla 'cupola' foggiana legata alla Sacra Corona Unita.
f. c.
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