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IL CASO

L'allarme del procuratore di Fermo
"La droga è un'alluvione inarginabile"

Piero Baschieri torna a richiamare l'attenzione sul problema. "Nei miei 18 anni a capo di questo Ufficio (Baschieri lascerà la carica di procuratore a fine anno per sopraggiunti limiti di età), non ho fatto che vedere crescere lo spaccio e il consumo di droghe

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Fermo, 21 novembre - Un’alluvione di droga. Inarginabile. Sempre più travolgente. Sempre più per tutti, dalla pubertà alla pensione. Il procuratore di Fermo, Piero Baschieri, torna a lanciare ‘non un grido d’allarme', come tiene a sottolineare lo stesso magistrato, ‘quanto la constatazione di un problema che non è più tale, perché non se ne parla più e comunque non se più come se tale fosse. Nel Fermano - prosegue Baschieri - nei miei 18 anni a capo di questo Ufficio (Baschieri lascerà la carica di procuratore a fine anno per sopraggiunti limiti di età, ndr), non ho fatto che vedere crescere lo spaccio e, parallelamente, il consumo di droghe.
 

 

Quali? Tutte, senza esclusione di target, di prezzi, di tipologie, dal fumo alle pasticche e ai nuovi preparati di sintesi, dall’eroina alla cocaina. E tutte diffuse in qualsiasi fascia d’età e di ceto sociale: l’ultima operazione, risalente a poche settimane fa, ha portato alla luce il caso di ultrasessantenni che facevano uso di cocà. Baschieri si sposta poi sull’aspetto tecnico della lotta agli stupefacenti, rilevando che ‘per quanto possano essere concepite pene sempre più severe, nei fatti poi queste pene non vengono scontate.
 

 

Per il combinato disposto di diverse prescrizioni con relative scappatoie, anche chi venisse condannato a diversi anni di carcere se la cava con un nulla di fatto. Se poi è a sua volta consumatore, tossicodipendente in trattamento, questo rappresenta il suo salvacondottò. Proprio su quest’ultimo aspetto, il procuratore di Fermo rileva che ‘lo Stato, al di là dei proclami, si è arreso: l’accertamento dello stato di tossicodipendenza non è più prerogativa dei Sert, che erano strutture mediche pubbliche, ma può essere certificato benissimo da centri privati.

 

Ne scaturisce un business mostruoso e potenzialmente incontrollato, in cui chiunque può mettere in piedi lucrose attività di recupero a volte discutibile, come minimo. Abbiamo avuto fenomeni pionieristici, in passato, stroncati con non poca fatica. E grazie all’uso delle intercettazioni: se, come sembra, queste verranno escluse anche per questo particolare ramo d’indagine, allora potremo metterci l’anima in pace, perchè la lotta allo spaccio non si potrà più condurre, non avrà semplicemente più alcun sensò.










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