E' quanto rivela un documento di Federmoda Marche, che avanza richieste per tutelare il Made in Italy contro gli effetti di una pesante recessione. A pesare sul comparto contraffazione, sommerso e concorrenza sleale
Ancona, 5 gennaio 2008 - "Il sistema moda delle Marche è in crisi". E' l'allarme lanciato dalla Cna delle Marche che individua le cause della crisi nella contraffazione, nel sommerso e nella concorrenza sleale dei produttori esteri. In una riunione straordinaria, convocata proprio sull’onda dell’emergenza che vivono i settori del tessile, abbigliamento e calzature, il comitato regionale di Federmoda Marche, ha elaborato un documento che analizza il comparto ed avanza specifiche richieste per tutelare il il Made in Italy contro gli effetti di una recessione che si annuncia pesantissima.
Secondo Federmoda Cna, il Tac (tessile-abbigliamento-calzature), "è un settore che pesa moltissimo sull’economia marchigiana. Le imprese artigiane sono 5.282 e danno lavoro a 16.473 dipendenti. A fare la parte del leone sono le calzature con 3.505 aziende e 11.265 dipendenti. Il resto si divide tra tessile e abbigliamento".
I dati presentati parlano, per il 2008, di un calo sia della domanda interna sia dell’export. In particolare le vendite al dettaglio sono diminuite rispetto al 2007 del 5,7% per calzature e articoli in cuoio e del 3,6% per abbigliamento e pellicceria. Se la domanda interna non tira, anche le esportazioni registrano una diminuzione nei primi nove mesi dell’anno: da 2,163 miliardi a 2,109 miliardi di euro. Sui mercati esteri a soffrire di più è il tessile abbigliamento (-9,1%) mentre il calzaturiero si difende (-0,4). Il mercato di riferimento resta la Ue, sebbene "in forte calo"; "in difficoltà" anche gli Usa e l’Ucraina, mentre "tengono e crescono lievemente", Svizzera, Hong Kong e Russia.
"Un discorso a parte - secondo Federmoda Cna - merita la Cina dove raddoppiamo le esportazioni di calzature (da 6,2 a 12,6 milioni) e perdiamo qualcosa sull’abbigliamento (da 4,4 a 3,5)". “Di fronte ad un quadro così pesante - sostiene il presidente regionale di Federmoda Cna, Anna Piergiacomi - occorre dichiarare guerra alla contraffazione e al sommerso, inasprendo le sanzioni e intensificando i controlli, soprattutto nei laboratori cinesi irregolari, sanzionando i committenti che li utilizzano".
Altre richieste per fronteggiare la crisi riguardano il rifinanziamento della cassa integrazione per le imprese artigiane, il potenziamento del fondo garanzie dei confidi e il monitoraggio degli studi di settore in base all’andamento dell’economia reale.
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