Smerillo (Fermo), 14 luglio 2017 – La fragilità può diventare forza se mediata dalla consapevolezza. Lassù in montagna lo sanno bene. Ed è anche per questo che utilizzano le armi della cultura per affrontare il futuro. Tra queste c’è sicuramente il festival ‘Le Parole della Montagna’, che andrà in scena a Smerillo dal 16 al 23 luglio.

E' proprio ‘fragilità’ la parola chiave della manifestazione di quest’anno, presentata oggi in Regione. Ciascuno a modo suo, contribuiranno a darne una definizione Neri Marcorè, Giusi Nicolini, Piero Badaloni, i Ladri di Carrozzelle. Poi alpinisti, filosofi, artisti e teologi: saranno tanti gli ospiti illustri, abbracciati dalla magia dei Sibillini.

Ci sarà spazio per gli incontri, le escursioni, la musica, lo spettacolo, l’arte e la convivialità. “Dobbiamo ripartire - ha detto l’assessore regionale Fabrizio Cesetti in sede di presentazione - proprio dallo spunto di riflessione che ci offre il festival, la consapevolezza di essere fragili e della nostra forza per superare la fragilità stessa, per ricostruire e rilanciare questo territorio più forte di prima nella sua bellezza e capacità di accogliere e offrire moltissimo ai visitatori”.

“Il festival vuole dare voce alla montagna che parla non solamente di escursionismo, natura, conquista di vette, ma parla un linguaggio simbolico ricco di significati trascendenti occasione di incontro con il divino che è in noi”. Questa la sottolineatura di Simonetta Paradisi, direttore artistico del festival, presente in Regione insieme con il sindaco di Smerillo, Antonio Vallesi.


Il programma

Si inizia domenica 16 luglio, con un'escursione sui Monti Sibillini, sui sentieri riaperti dopo il sisma, per far rivivere le montagne. Nelle prime tre serate del festival, ci sarà una sezione cinema, con pellicole selezionate dal Trento Film Festival sul tema della fragilità e un documentario di Pietro Badaloni, che racconterà come le Dolomiti sono entrate a far parte del patrimonio Unesco. Sarà poi la volta di Gianfranco Corradini, che condividerà la sua 'Eccezionale Normalità' di alpinista disabile. Andrea Bianchi proporrà i suoi Barefoot Days, per aiutarci a riconnettersi con la natura e vivere la bella esperienza del camminare a piedi nudi.

Negli incontri-dibattiti si analizzerà la fragilità sotto molteplici profili. L'uomo è fragile, ma forse anche Dio è fragile, se non riesce ad evitare le grandi sofferenze del vivere (se ne parlerà in un dialogo ecumenico con cattolici, valdesi e battisti). Così come fragile è la realtà, azzerata con un semplice visore per il virtuale (il filosofo Paolo Benanti si confronta con le nuove tecnologie). E ancora, fragili sono gli uomini che usano forza per trattenere e dominare le proprie donne (ne parlerà lo psicoanalista Zoja).

Accogliere ed accettare la fragilità è la sfida del nostro secolo, come dimostrano i Ladri di Carrozzelle e Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa. Neri Marcorè racconterà la sua esperienza personale di fragilità. Per l'arte contemporanea, la mostra Umano Troppo Umano di Vincenzo Baldini con i suoi volti fragili di uomini e donne ricoverati nei manicomi; la grande poesia contemporanea toccherà ancora una volta con versi sulla fragilità umana, con Davide Rondoni, Filippo Davoli, Irene Santori, Massimo Morasso, Gianfranco Fabbri.

Tanti i laboratori esperienziali, dal barefoot all'esperienza tattile, allo hatha yoga. Ai bambini, sarà dedicato lo spettacolo di bolle di sapone con Alekos Bubble Art e i racconti di Elena Belmontesi. Per i giovani, la sera del 20 luglio, sono previste esperienze 3.0 con la tecnologia di Araundu. Per maggiori informazioni: www.leparoledellamontagna.it