Milano 4 dicembre 2017 - Il pesarese Rossini e il recanatese Leopardi accostati alla pasta, i salumi, il pesce e il vino marchigiani, la fisarmonica di Castelfidardo e il travertino ascolano mescolati alle scarpe e i cappelli fermani e ai gioielli. Non è un’eresia, ma un brand unico che Tipicità, il festival del made in Marche in programma dal 3 al 5 marzo a Fermo, espone e al tempo stesso esporta in tutto il mondo.

La 26.ma edizione è stata presentata oggi a Milano, nella Casa dei comuni dell’Anci, “sulla scia di una collaborazione – ha ricordato Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche - iniziata in occasione dell’Expo, dove la manifestazione fermana è stata la porta per far conoscere le Marche ai visitatori di tutto il mondo”.

Con l’adesione del Rossini Opera Festival, nell’anno delle celebrazioni per il 150mo anniversario della morte del musicista, Tipicità diventa l’unica vetrina che mostra in un colpo solo il meglio del saper fare di tutte le cinque province marchigiane. “Le parole chiave di Tipicità diventano mangiare, fare e stare. Quindi prodotti da gustare, eccellenze artigianali da mostrare nella loro realizzazione manuale e un territorio da scoprire”.

Trecento saranno le realtà partecipanti, 3 i padiglioni tematici (cibo, turismo e manualità), 110 eventi su una superficie di 13mila metri quadrati, per tre giorni a Fermo confluiranno visitatori, produttori, tour operator e rappresentanti commerciali e turistici della Cina, Russia, Emirati Arabi, Stati Uniti, Kazakistan e Moldova.

Tipicità ogni anno dà spazio anche ad altri territori italiani e quest’anno la collaborazione sarà con l’isola dell’Elba. Nell’anno dopo il terremoto, che ha coinvolto 140 comuni delle Marche, Tipicità porterà dunque “in Italia e all’estero - come ha ricordato il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro – il brand regionale nel suo complesso, completando una crescita che lo ha portato a diventare da Festival del Fermano a moltiplicatore del made in Marche”.