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Il cadavere è di Roberto Straccia Ma resta il giallo

La conferma dall’autopsia

I consulenti di parte escludono il suicidio: malore o delitto

 

di Fabio Castori

Il corpo di Roberto Straccia recuperato a Bari (Prisma)
Il corpo di Roberto Straccia recuperato a Bari (Prisma)

Fermo, 12 gennaio 2012 - Ora è ufficiale: è il corpo di Roberto Straccia, lo studente marchigiano scomparso a Pescara il 14 dicembre, quello ripescato sabato scorso sul litorale Nord di Bari. Lo ha confermato la Procura del capoluogo pugliese dopo la comparazione del calco dentario effettuata ieri durante l’autopsia. Non è ufficiale, invece, la causa della morte, ma quasi sicuramente si tratta di annegamento. Nel corso dell’esame autoptico, infatti, è stata rinvenuta acqua nei polmoni, anche se in quantità minima. Non sono state invece riscontrate fratture causate da una caduta e segni di violenza dovuti ad una presunta aggressione o a una colluttazione. Ora, però, per avere certezze sulle cause del decesso, bisognerà attendere gli esiti dell’esame tossicologico e quindi capire se negli organi del ragazzo ci sia la presenza di sostanze psicotrope, venefiche o alcoliche.

LO PSICHIATRA criminologo Alessandro Meluzzi, che fa parte del pool di superperiti che affianca la famiglia nelle indagini, dopo i primi esiti dell’autopsia propende più per l’omicidio, ritenendo piuttosto remota l’ipotesi del suicidio: «La presenza di poca acqua nei polmoni sta a significare che Roberto è caduto o è stato gettato in mare in stato di incoscienza. Se fosse stato lucido, l’agitazione e l’adrenalina avrebbero aumentato la frequenza respiratoria e la quantità d’acqua nei polmoni sarebbe stata notevolmente superiore. E’ ipotizzabile quindi uno stato di narcosi le cui cause sono tutte da chiarire».

Meluzzi precisa che il ragazzo non assumeva farmaci all’infuori di alcuni antidolorifici come il Moment e il Brufen, che gli erano stati prescritti nei giorni precedenti alla sua scomparsa per un infiammazione al ginocchio: «Non sono farmaci che possono ridurre un giovane all’incoscienza e quindi non è escluso che possa essere stato narcotizzato da qualcuno e poi gettato in mare lontano dalla riva. Il fondale a Pescara è molto basso ed è quasi impossibile che Roberto possa essere svenuto sul bagnasciuga e poi risucchiato dal mare senza che nessuno abbia visto nulla. Questa storia è davvero un enigma». L’ipotesi del suicidio è stata da sempre respinta dalla famiglia e ieri la sorella di Roberto, Lorena, ha ribadito che faranno di tutto per difendere la memoria del fratello.

NON SI SBILANCIA, invece, il procuratore di Bari, Antonio Laudati, che ha secretato gli atti dell’autopsia e ha fatto sapere di avere in corso indagini in stretta collaborazione con la Procura di Pescara: «I risultati dell’esame autoptico non arriveranno prima di 30-60 giorni. Sono stati conferiti incarichi di elevato livello di specializzazione anche per l’aspetto tossicologico, le analisi istologiche e dei liquidi corporei. Come è noto, è stato disposto esame del Dna per corroborare l’identificazione».

Fabio Castori

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