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Straccia, Roberto già morto prima di entrare in acqua?

Il giallo

Nuovi dati dall’autopsia, Meluzzi ai ‘Fatti Vostri’: "Niente fa pensare al suicidio" 

 

di Fabio Castori

Il ponte del mare, pista dell'ultima corsa di Roberto Straccia (Foto Zeppilli)
Il ponte del mare, pista dell'ultima corsa di Roberto Straccia (Foto Zeppilli)

Fermo, 30 gennaio 2012 - L’ipotesi che Roberto Straccia sia stato ucciso torna alla ribalta. A rilanciare la pista dell’omicidio è ancora una volta uno dei superperiti del pool investigativo delle famiglia dello studente di Moresco, il criminologo Alessandro Meluzzi, che ieri mattina, insieme alla sorella del ragazzo, Lorena, è stato ospite della trasmissione di Rai Due ‘I Fatti Vostri’.

Meluzzi ha spiegato ancora una volta come le sue deduzioni siano basate sul classico metodo investigativo scientifico usato da tutti gli inquirenti, conosciuto come induttivo-sperimentale. «Basandomi sui dati in possesso e su questo metodo — ha detto — sono giunto ancora una volta ad escludere l’ipotesi del suicidio e dell’incidente. L’atteggiamento di Roberto e la sua corsa non sono quelli di una persona che pensa di suicidarsi. Così come non c’è un solo elemento nella sua vita che possa giustificare questa possibilità». Una tesi ribadita da Lorena.

«Roberto non si è tolto la vita da solo — ha detto la sorella — questa è l’unica cosa di cui io e la mia famiglia siamo sicuri. L’ultima volta che l’ho sentito, due giorni prima della sua scomparsa, mi aveva anche chiesto di preparagli un tiramisù al limone per quando sarebbe tornato a casa per fare una cena con gli amici».

Per quanto riguarda l’incidente, Meluzzi ha spiegato come nel percorso di Roberto non ci siano luoghi che si prestino a questa ipotesi, trattandosi di tratti di mare fangosi e profondi non più di 50 centimetri. «L’unico posto dove potrebbe essere avvenuto un incidente è il molo sud — ha spiegato — dove però dall’esame delle immagini delle telecamere risulta non essere mai giunto. Non ci sono sul corpo del ragazzo segni di ferite provocate da eventuali cadute, senza dimenticare che è stato ritrovato a sud del Gargano, dove può essere arrivato solo dopo aver preso il largo in mare, cosa difficile con quelle profondità. Quindi per credere all’incidente direi che ci vuole fantasia».

Infine l’unica ipotesi che resterebbe in piedi, quella dell’omicidio. «Considerando anche la poca acqua ritrovata nei polmoni di Roberto — ha detto ancora Meluzzi — è come se un corpo incosciente fosse stato adagiato in acqua. Sembrerebbe anche che due uomini siano stati visti gettare un corpo in mare, anche se si tratta di una testimonianza largamente sub iudice. A mio avviso, dunque, restano due le ipotesi: un evento occasionale con persone sconosciute oppure un evento premeditato». Meluzzi non lo ha detto, perché è stato convocato oggi dai carabinieri come persona informata sui fatti, ma da alcuni nuovi dati emersi dall’autopsia c’è anche la possibilità che Roberto fosse già morto prima di entrare in acqua e, in quel caso, resterebbe davvero una sola ipotesi da prendere in considerazione: l’omicidio.
 

di Fabio Castori

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