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Abusi sessuali su una ragazzina di 15 anni

Il caso di Porto San Giorgio

Sangiorgese alla sbarra, colpo di scena in aula: altra presunta vittima smentisce le accuse

 

di Fabio Castori

Violenza (Germogli)
Violenza (Germogli)

Fermo, 2 febbraio 2012 - Avrebbe abusato sessualmente di lei quando aveva 15 anni. Per questo motivo un operatore umanitario di Porto San Giorgio è finito alla sbarra. Si tratta di M.A., un 50enne di Porto San Giorgio, difeso dall’avvocato Francesco De Minicis, accusato di violenza sessuale su R.A. una ragazzina di origini libanesi rappresentata dall’avvocato Danilo Mascitti.

 Nel corso dell’udienza di ieri, quando ormai il processo sembrava avviato verso la discussione e la sentenza, ci sono stati due piccoli colpi di scena. Il primo relativo i giudici, in quanto è stato cambiato il collegio penale giudicante; il secondo riguarda la testimonianza di una ragazza all’epoca dei fatti minorenne, che sembrava fosse stata infastidita sessualmente dall’imputato. La giovane durante il suo racconto ha smentito quanto sostenuto dalla pubblica accusa, ribadendo di non essere mai stata oggetto delle attenzioni particolari del 50enne sangiorgese.

L’avvocato De Minicis ha chiesto al nuovo collegio di poter acquisire la testimonianza diretta della vittima che, in precedenza, non si era presentata in aula in quanto, vista l’aria pesante che si respirava nel territorio dopo i fatti in questione, ha preferito tornarsene in Libano insieme alla madre. I precedenza erano stati sentiti anche i carabinieri che hanno svolto le indagini, due uomini che lavorano per la stessa associazione dell’imputato e il fidanzatino della vittima all’epoca dei fatti.

La torbida vicenda risale al 2007, quando in due occasioni la 15enne libanese sarebbe stata oggetto delle violenze sessuali del 50enne. Tutto inizia quando la ragazzina, insieme alla famiglia, giunge in Italia come rifugiata politica. Attraverso l’ambasciata, padre, madre e figlia, vengono messi in contatto con un’associazione umanitaria che si occupa dell’inserimento sociale di stranieri. E’ così che la vittima conosce M.A. e inizia a frequentarlo: è proprio lui che si occupa del suo inserimento a scuola. Qualcosa però non va per il verso giusto e un giorno, esasperata, la ragazzina si confida con il suo fidanzatino, che la convince a rivolgersi ai carabinieri. Scattano le indagini ed emergono due episodi di abusi sessuali consumatisi rispettivamente a San Benedetto e Marina Palmense. Per competenza territoriale inchiesta finisce in mano alla Procura di Ascoli, che chiede il rinvio a giudizio dell’uomo. Il processo è stato aggiornato a marzo.

di Fabio Castori

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