Colpiti anche molti anziani. E tra le ‘vittime’ non mancano i medici
di Angelica Malvatani
Fermo, 3 febbraio 2012 - Ci siamo, è arrivata, è lei, senza dubbio. Non si fa fatica a riconoscere l’influenza di stagione, porta con sé un febbrone da cavallo che non ti puoi sbagliare. Grandi e piccini, non fa differenza, ci sono intere classi delle scuole materne ed elementari decimate, capita che i bimbi avvertano i primi segni di malessere quando sono già sui banchi e le maestre sono costrette a richiamare i genitori per venirli a prendere. Perché arriva così, d’improvviso, la febbre, schizza fino a 40 e si accompagna ad un malessere generale che davvero è difficile da gestire.
Stanno male anche adulti, persino medici, famiglie intere. Il telefono del pronto soccorso dell’ospedale ‘Murri’ di Fermo squilla di continuo per chiamate da parte di gente costretta a letto dall’influenza, impressionata dalle altissime temperature, che ottengono più o meno tutti la stessa risposta: è influenza, niente panico, evitiamo di fare gli eroi. Con l’invito cortese a rivolgersi al proprio medico di famiglia. Quest’ultimi e i pediatri, sono già da giorni in azione per tenere sotto controllo la situazione ed evitare che ci siano complicanze per i loro assistiti.
Fabrizio Zechini è medico generico, Alberta Gentili pediatra, insieme siedono sui banchi di maggioranza in Consiglio comunale, in questi giorni sono in prima linea per l’emergenza influenza. «Mi capitano soprattutto anziani - spiega Zechini - sono i più fragili e magari hanno diverse patologie e dunque finiscono per essere colpiti per primi. In generale la situazione è ancora sotto controllo, la febbre dura poco e si gestisce con un po’ di paracetamolo, un’aspirina per dire». Non è andato forte il vaccino quest’anno, scarsa l’attenzione mediatica sulla questione e dunque è mancata la corsa alla prevenzione: «L’anno scorso era davvero una corsa - conferma Zechini - quest’anno ho ancora vaccini avanzati e ormai direi che è tardi per correre ai ripari. Meglio restare al caldo e aspettare che passi».
La pediatra Gentili ha più o meno le stesse raccomandazioni, cercando di tener calmi i genitori in ansia davanti al termometro che pare impazzito, a mostrare segnali di 40 di febbre, insistente per almeno due giorni: «Per i bambini direi che il picco della febbre c’è nei primi due giorni, poi c’è una tregua e di nuovo un innalzamento della temperatura. Se non ci sono segnali preoccupanti, tipo difficoltà respiratorie per i bimbi molto piccoli o gravi inappetenze, direi che non c’è da entrare in ansia. Si può aspettare un paio di giorni prima di ricorrere al pediatra e fare un uso moderato anche della tachipirina. Sono situazioni che difficilmente portano complicanze, dunque direi che non c’è da preoccuparsi. Vero è che quest’anno c’è stato davvero uno scarso ricorso al vaccino che invece è l’unica arma che abbiamo contro queste forti forme di influenza».
di Angelica Malvatani