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Cesetti: no allo stato di emergenza, abbiamo già dato

Neve e danni

La richiesta era partita dai sindaci dei Comuni montani. La Provincia vuole evitare un'altra accise dopo quella per l'alluvione

Campi sotto la neve
Campi sotto la neve

Fermo, 9 febbraio 2012 - Finirebbe per gravare nelle tasche dei marchigiani una nuova eventuale richiesta di stato emergenza. Lo chiarisce il presidente della Provincia, Fabrizio Cesetti, all’indomani della sollecitazione partita anche dai sindaci della zona montana del Fermano.
«Il decreto Milleproroghe - spiega Cesetti - stabilisce che le Regioni facciano fronte a situazioni di questo tipo aumentando le tasse ai cittadini. Quella di alcune regioni mi pare una scelta scellerata e intollerabile, non si possono caricare sui fermani anche i danni di questa forte nevicata. Le scelte sono altre e lo stesso presidente della Regione, Spacca, si è detto contrario alla possibilità di gravare ancora una volta sui marchigiani».

La Provincia di Fermo ha già provveduto a sollecitare la Regione Marche perché richieda al ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali la dichiarazione dell’esistenza del carattere di eccezionalità delle calamità naturali: «Ciò consentirà agli operatori agricoli che hanno subito i maggiori danneggiamenti di ottenere forme di sostegno e di ristoro per i gravi danni economici alle produzioni agricole e, soprattutto, alle infrastrutture connesse, che le considerevoli nevicate hanno causato».

Dunque, ribadisce Cesetti, al momento è del tutto inopportuno sollecitare il presidente della Regione di avanzare la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale: «Così come è stato fatto in occasione dell’alluvione del marzo 2011, poiché la prima conseguenza concreta che ne deriverebbe è costituita dall’aumento certo delle imposte e delle accise regionali, cosa che sinceramente si vuole evitare pur nella consapevolezza delle ingenti spese che sia la Provincia che i Comuni marchigiani stanno affrontando per fronteggiare l’emergenza e garantire la sicurezza e la mobilità dei cittadini».

La Provincia assicura invece pressioni perché si apra al più presto un tavolo di confronto con il Governo per valutare le possibili iniziative di sostegno dei territori e degli enti più colpiti, che possa assicurare sia l’esclusione di tali spese dal saldo obiettivo del patto di stabilità interno e sia un contributo straordinario dello Stato da trasferire agli stessi enti territoriali per alleggerire l’eccezionale impegno economico: «In tal senso si è avviata una concreta iniziativa, anche in accordo con la stessa Anci regionale, Legautonomie, Upi, Uncem».

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