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Ghiaccio, strade come campi minati. Il Comune rischia di andare... in buca

Il dopo neve

Crepe e crateri, asfalti e marciapiedi rovinati dalle gelo. E il conto è salato

 

di Antonio Del Prete

Buche sull'asfalto (Del Prete)
Buche sull'asfalto (Del Prete)

Fermo, 21 febbraio 2012 - Mai nessuno ha pensato a Fermo quale possibile teatro di un gran premio di F1: Montecarlo è un’altra cosa. Insomma, non che il traffico cittadino finora scorresse su una pista automobilistica, ma dopo le due settimane bianche la situazione è peggiorata parecchio. La collana di vie che gira intorno al centro storico è un campo minato di buche. Laddove l’asfalto già accusava crisi di compattezza, si sono aperti crateri. Le crepe preesistenti hanno fatto da cavallo di Troia per la neve che, penetrata in profondità nei giorni di bufera, e gelata dalle temperature siderali, ha letteralmente spaccato l’asfalto.

Ma la coltre bianca non è l’unica ‘colpevole’. Il ghiaccio ha fatto la sua parte, così come il sale, con la sua azione corrosiva. Per non parlare degli spazzaneve, che certo non hanno accarezzato il pavimento cittadino. Infine, quei mezzi cingolati che erano le auto armate di catene non hanno aiutato. La situazione è critica. Piccole fosse accompagnano viale Di Crollalanza intorno alla cinta muraria, fino alla rotonda di Santa Caterina: due strappi di circa 30 centimetri di diametro, profondi 6 o 7, proprio al centro della corsia. Per fortuna delle quattro ruote, non delle due, specie quelle distratte.

Viale Trieste non è da meno, e così la Pompeiana, a dir poco ‘sgarrupata’. Viale della Carriera e via XX Giugno chiedono pietà. Via Forlanini, a dispetto di quell’acca che contrassegna i parcheggi dell’ospedale, perde pezzi ad ogni metro. Ma è in viale Ciccolungo la situazione più drammatica. Dal suolo si staccano pietre di cemento. E l’andirivieni di vetture non può che aprire ulteriori varchi in quei 50 metri disastrati.

Le altre strade, comunque, non se la passano tanto meglio, compresa la Statale che conduce a Porto San Giorgio. Il tutto per la gioia di gomme, ammortizzatori, ciclisti e della vecchietta che ieri mattina, a pochi passi dalla rotonda di Santa Caterina, si è beccata il gavettone di un’auto inciampata in una buca piena d’acqua.

Neppure sui marciapiedi si può stare tranquilli. Quello all’angolo tra via 24 Maggio e corso Marconi, ad esempio, è letteralmente franato. Tanti, dunque, i problemi. I punti più delicati sono quelli incerottati in passato, dove il vecchio incontra il nuovo. Per questo, rattoppare non basta. Non per molto almeno.

 

di Antonio Del Prete

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