Autista fermano di pullman in autostrada aveva rimediato 7 verbali e perso 21 punti
di Fabio Castori
Fermo, 26 luglio 2012 - MENTRE domani entra in vigore il supertutor “Virgilio”, arriva la notizia che la maggior parte delle multe elevate dalla polizia autostradale e accertate attraverso gli apparecchi “Tutor Sicve” (Sistema integrato controllo velocità) sono da annullare se non viene provata la revisione annuale degli apparecchi. Lo sostengono le sentenze di cinque giudici di pace di Cesena, Forlì, Faenza, Fiorenzuola e Cotogno, davanti ai quali il legale di un autista fermano, l’avvocato Paolo Bartolomei, ha proposto ricorso contro altrettanti verbali emessi dai vari comandi di polizia autostradale delle province romagnole ed emiliane.
Il conducente professionista fermano, alla guida di un pullman gran turismo in viaggio da Fermo a Milano, aveva rispettato la velocità massima consentita per quel mezzo, ma per una sua imperdonabile distrazione aveva dimenticato che il piccolo rimorchietto che trainava (pieno di valige ed altro) lo obbligava ad una andatura massima inferiore di pochi chilometri orari. I Sicve posti lungo l’autostrada tra Rimini e Imola e tra Modena e Milano avevano registrato la velocità media (di una decina di chilometri all’ora superiore al limite, ribassato per il rimorchio), fotografando targa e rimorchio. Risultato: notifica in busta verde di sette verbali per un totale di circa 3mila euro di multa e ben 21 punti della patente professionale sottratti in un colpo solo al conducente, che non avrebbe più potuto guidare.
A quel punto entra in scena il legale dell’autista che ha proposto i rituali ricorsi: ben cinque giudici di pace su sette li hanno accolti annullando verbali e sanzione e restituendo subito i punti patente. Motivazione: i vari comandi di polizia autostradale non sono stati in grado di provare la revisione annuale degli apparecchi Sicve, obbligatoria secondo una legge del 1991, un decreto ministeriale attuativo del 1997, nonché secondo un recente orientamento della Corte di Cassazione, formatosi dal 2008.
«I giudici - spiega l’avvocato Bartolomei - hanno sostenuto che la prova della revisione è una garanzia per il cittadino che gli apparecchi funzionino secondo legge e non siano solo un modo per far cassa. Solo la Polstrada di Imola ha provato la revisione annuale. Ben vengano i tutor, anche sulle strade statali magari per aumentare la sicurezza stradale e diminuire gli incidenti, ma la certezza del loro perfetto funzionamento è una garanzia per il cittadino che le multe siano elevate nel pieno rispetto della legge».
Fabio Castori