Fermo, 27 dicembre 2017 - Ancora violenza legata al controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti, a Lido Tre Archi. La sera della vigilia di Natale, un uomo è stato massacrato nella sua abitazione, dopo essere stato aggredito con una bombola del gas. Il fatto si è consumato in un appartamento in largo Segni, dove un giovane nordafricano, noto alle forze dell’ordine e affiliato a un clan dello spaccio, sarebbe stato aggredito dal boss del clan rivale (anche lui nordafricano) che ha fatto irruzione nella sua abitazione. A seguito del feroce scontro tra i due, il giovane è rimasto ferito a terra.

Solo la mattina seguente, a causa dei dolori lancinanti, l’aggredito si è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Murri di Fermo, dove si trova ricoverato in gravi condizioni, per i traumi, tumefazioni e lesioni subite nel pestaggio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’aggressione sembrerebbe risalire ad un regolamento di conti tra i due magrebini, che rientra in una vera e propria guerra tra clan rivali per il primato della gestione di spaccio di stupefacenti sul territorio (in particolare di eroina). I magrebini coinvolti nel caso, infatti, sono entrambi nomi noti alle forze dell’ordine e mentre l’aggredito sarebbe un personaggio di piccolo calibro legato allo spaccio locale, l’aggressore è un boss del clan rivale.

Quest’ultimo episodio fa seguito a lunga serie di analoghi e gravi casi di criminalità in atto a Lido Tre Archi ormai da tempo e rappresenta il clou di una fase di violenza che preoccupa i residenti, che tornano a chiedere l’intervento urgente delle forze dell’ordine. "Qui si è in guerra da tempo e siamo di fronte a un’escalation di violenza che ci preoccupa – dicono alcuni i residenti –. Solo di recente ci sono state aggressioni e scontri sanguinosi, in uno dei quali è stato sfiorata la tragedia. Se le forze dell’ordine non intervengono con subito questa volta rischiamo davvero. Abbiamo paura". Sul caso indagano i carabinieri.