Fermo, 10 maggio 2017 – “La Casina delle Rose resterà un albergo”. Ci tengono a sottolinearlo i capigruppo di maggioranza con una nota diramata all’indomani del Consiglio comunale che ha approvato l’inserimento della storica struttura fermana nel piano delle alienazioni.

“Non è ancora stata venduta – chiariscono Daniele Iacopini di ‘Piazza Pulita’, Stefania Rocchi de ‘Il Centro’ e Massimo Tramannoni di ‘Non mi Fermo’ -, seguirà un bando pubblico le cui caratteristiche saranno scritte insieme alle minoranze in un’apposita commissione mettendo il vincolo di destinazione ricettiva e tutti gli accorgimenti necessari per tutelarne l’interesse pubblico”.

“Il privato non va demonizzato”, spiegano, “anzi, al Girfalco abbiamo un esempio clamoroso di stabile privato che svolge una funzione pubblica, al contrario della Casina, che versa in uno stato di assoluto degrado, un rudere in balia di topi e gatti”.

La maggioranza respinge l’accusa di vendere per fare cassa. “Gli eventuali introiti sarebbero investiti sul parco del Girfalco, sulla casetta del custode, sull’illuminazione e a ricaduta sul centro storico”, concludono Iacopini, Rocchi e Tramannoni.

A stretto giro arriva la replica del Movimento 5 Stelle, che con i consiglieri Mirko Temperini e Marco Mochi e il coordinatore Stefano Fortuna accusa la maggioranza di “aver privato la città di un bene costruito e pensato per la cittadinanza”.

“Vendere – attacca il M5S - non è affatto prendersi la responsabilità di far qualcosa, anzi è proprio la dimostrazione che riguardo a quel bene non siete proprio capaci di fare nulla e sperate che a fare sia un privato”.