Fermo, 5 ottobre 2017 - Era la badante di un’anziana e, insieme al suo complice, aveva architettato un piano che aveva permesso di trafugare alla vittima una refurtiva di oltre 50.000 euro, prima di far perdere entrambi le loro tracce. Per questo motivo, A.I., una romena di 48 anni, e N.P., anche lui romeno, di 54 anni, sono stati rinviati a giudizio per furto in concorso. 

Il fatti risalgono al 2016 e i due ladri, al termine di una complessa attività investigativa, erano stati identificati dai carabinieri. Entrambi, erano stati denunciati alla Procura della Repubblica di Fermo.

Nei guai erano finiti due pregiudicati, senza fissa dimora, che in concorso tra loro, approfittando delle mansioni di badante e del rapporto di fiducia che la donna aveva nei confronti della vittima 70enne di Porto San Giorgio, le avevano rubato dalla sua abitazione, in più occasioni, denaro contante e monili in oro per un valore complessivo di oltre 50.000 euro.

L’ultimo furto era stato scoperto nell’agosto 2016, cioè quando i due romeni avevano fatto perdere le loro tracce. Solo allora l’anziana si era accorta degli oggetti e del denaro rubatole. I ladri avevano fatto scomparire la refurtiva, poco per volta, in modo che la vittima dei furti non se ne rendesse conto. Poi, una volta ultimato il piano, erano scomparsi nel nulla da un giorno all’altro.