Fermo, 15 marzo 2017 - È arrivato in ospedale accompagnato dal padre e imbottito di cocaina, ma, quando gli hanno prospettato un ricovero e la somministrazione di farmaci, è andato su tutte le furie: ha sfondato una porta, ha aggredito un medico ed un infermiere e, solo dopo un lunga colluttazione, è stato neutralizzato dall’agente della vigilanza privata. E’ accaduto nella tarda mattinata di ieri al Murri e protagonista della scorribanda è stato un giovane fermano di 22 anni.

Erano da poco passate le 12,30 quando il ragazzo, in forte stato di alterazione psicofisica, si è presentato al pronto soccorso insieme al genitore, manifestando i chiari segni dell’assunzione massiccia di cocaina. Il padre del giovane ha raccontato ai sanitari che il figlio non dormiva da tre giorni è che era notevolmente agitato. A quel punto il medico di turno ha preferito trasferire il giovane in Psichiatria, affinché venisse trattato con i farmaci più indicati.

Giunto in reparto, prospettatagli l’eventualità di un breve ricovero, il 22enne ha gettato all’aria i farmaci ed ha dato in escandescenze. Nonostante fosse chiuso in una stanza, ha sfondato la porta e si è scagliato contro il medico, aggredendolo ed atterrandolo. Attirato dalle grida, è intervenuto anche un infermiere, che però è stato scaraventato contro un muro. Quando il ragazzo sembrava essersi aperto un varco per la fuga, è giunto sul posto, chiamato dal personale di reparto, l’agente della Fifa Security, incaricato della sicurezza in ospedale.

L’uomo si è trovato di fronte al giovane che era ormai fuori di sé e, nel tentativo di bloccarlo, ne è nata una colluttazione. Il vigilante è riuscito a fatica a immobilizzare il 22 enne, che è stato poi sedato. Subito dopo, allertati dalla direzione sanitaria, sono intervenuti anche i poliziotti del commissariato di Fermo e per il ragazzo è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio.