Fermo, 6 ottobre 2017 - Saranno i sofisticatissimi sistemi tecnologici israeliani e francesi, utilizzati per decriptare i cellulari dei terroristi dell’Isis a dare risposte certe su cosa è davvero accaduto in quelle ultime tragiche ore che hanno condotto al morte di Mithun Rossetti, lo studente 26enne di Treia, trovato impiccato in una villa di Porto Sant’Elpidio.

E’ stato deciso questa mattina dal sostituto procuratore di Fermo, Alessandro Piscitelli, che ha conferito l’incarico al consulente tecnico del tribunale, Luca Russo, e a quello di parte, Marco Calonzi, affinché vengano date risposte certe sul misterioso decesso dello studente universitario. Le operazioni peritali, come disposto da Piscitelli, inizieranno già venerdì prossimo e saranno condotte attraverso il sistema Ufed, un programma informatico di decriptazione ideato in Israele e utilizzato dai servizi segreti del Mossad per la lotta al terrorismo islamico. In appoggio sarà usato un altro programma francese all’avanguardia.

L’obiettivo è rintracciare quella lunga serie di messaggi whatsapp cancellati dopo la morte di Mithun ed effettuare un controllo incrociato sui tabulati telefonici. “Alla luce di ciò che sta accadendo – spiega l’avvocato Federico Valori, che insieme all’avvocato Rossano Romagnoli rappresenta la famiglia Rossetti – appare che chiaro che l’ipotesi del suicidio è sempre più lontana. Il pm Piscitelli ha ordinato di completare le indagini e di approfondire alcuni accertamenti omessi, che potrebbero apportare nuovi e significativi elementi per fare piena luce sull’episodio”.

Il prossimo passo degli inquirenti sarà quello di ascoltare quelle persone, fino ad ora mai sentite, a conoscenza di alcuni fatti che potrebbero dare una svolta alle indagini. Se c’è in giro qualcuno che ha fatto del male a Mithun, forse inizierà a non dormire la notte.