Fermo, 5 novembre 2016 - Era stato ad una festa gay, Mithun Rossetti, lo studente 26enne di Treia trovato impiccato in una villa di Porto Sant’Elpidio il 7 agosto scorso. E’ da questo spunto investigativo che il sostituto procuratore di Fermo, Nadia Caruso, ha fatto ripartire il nuovo corso delle indagini sulla misteriosa morte del ragazzo.

Dopo il ritrovamento del telefonino di Mithun e il sequestro del suo computer, quella del suicidio non è più l’unica ipotesi presa in considerazione dagli inquirenti. Dunque, il ragazzo potrebbe anche essere stato ucciso, come hanno sempre sostenuto i familiari, e la sua ultima festa potrebbe essere la chiave del giallo che circonda da mesi la vicenda. Mithun, poche settimane prima della sua morte, aveva fatto outing con i suoi genitori, confessando loro di essere omosessuale. Uno sfogo che era stato accolto senza alcun problema dal padre e dalla madre, e che per lo studente era stata una sorta di liberazione.

La sera del 6 agosto, intorno alle 22, Mithun era partito da casa in macchina per raggiungere due amiche di Treia, in vacanza sulla costa, che lo aspettavano in una discoteca di Civitanova Marche. In quella discoteca, però, il ragazzo non era mai arrivato e, non si sa come e perché, si era recato in un locale sulla spiaggia di Porto Sant’Elpidio, dove si svolgeva un festa per uomini e donne omosessuali. E proprio qui che Mithun avrebbe potuto conoscere qualcuno che poi gli ha fatto del male. Una testimone ha raccontato di aver visto lo studente nel locale poco dopo le quattro del mattino e di aver scambiato qualche parola con lui. Gli aveva anche chiesto se era solo e il ragazzo aveva risposto «ni». Una risposta tutta da interpretare, ma avrebbe potuto significare che non era arrivato in compagnia, che aveva conosciuto qualcuno, ma non sapeva se sarebbe poi andato via insieme a lui. Con chi fosse Mithun prima e dopo il rinvenimento del suo cadavere resta un mistero, ma è certo che intorno alle 4,30 del mattino del 7 agosto la sua auto, con le quattro frecce accese, è stata ritrovata al bordo della statale Adriatica in territorio di Porto Sant’Elpidio e alle 5,50 circa, il ragazzo è andato a chiedere aiuto in una casa non molto distante. Si era presentato completamente nudo, sostenendo di essere stato violentato e derubato. Poi il nulla e il ritrovamento del corpo senza vita nella dependance di una villa.