Fermo, 12 febbraio 2018 - Aurelio Senzacqua, l’89enne di Fermo che era stato investito a Porto San Giorgio il 19 gennaio, è deceduto ieri mattina mentre si trovava ricoverato in ospedale, fin dalla data dell’investimento. 
La salma non è stata riconsegnata alla famiglia, ma si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dopo la morte dell’89enne la Procura ha aperto un’inchiesta. Si tratta di un atto dovuto finalizzato ad esplicare i passaggi tecnici e burocratici legati alle indagini utili a verificare se la morte dell’89enne sia legata all’investimento o a cause naturali indipendenti dall’incidente in cui è stato coinvolto. Senzacqua, nota figura legata alla Cassa di Risparmio di Fermo per la quale ha ricoperto per tanti anni il ruolo di dirigente contabile, era stato investito alle 7 del mattino del 19 gennaio scorso, in prossimità dell’incrocio tra la statale Adriatica e la provinciale di collegamento tra Fermo e Porto San Giorgio. 

L’anziano stava attraversando la strada quando è stato investito da un autocarro Nissan condotto da un 46enne, che ha dato immediatamente l’allarme ai soccorsi. Sul posto erano intervenuti il personale medico e sanitario, che aveva disposto il trasferimento dell’anziano al Pronto soccorso, e gli agenti della polizia stradale di Fermo per i rilievi del caso. Una volta in ospedale, Senzacqua era stato ricoverato in terapia intensiva a causa dei vari traumi riportati. Erano poi seguito per lui un breve periodo di coma farmacologico e un lieve miglioramento delle condizioni nonostante non fosse stato mai dimesso dall’ospedale. Ieri mattina, il decesso e nel primo pomeriggio la comunicazione alla famiglia da parte dei carabinieri del sequestro della salma. Un atto dovuto che servirà a chiarire le cause della morte dell’89enne.