Fermo 2 ottobre 2017 - Dopo che un imprenditore italo-svizzero gli aveva commissionato la realizzazione migliaia di paia di scarpe e gli aveva fornito tutto il materiale per realizzarle, non le aveva restituite e le aveva rivendute ad altri grossisti. Per questo motivo gli uomini delle polizia anticrimine di Fermo hanno denunciato per appropriazione indebita, Y.C. un cinese di 40 anni titolare di una azienda con sede presso la zona industriale di Fermo, zona Paludi.

La vicenda ha inizio la scorsa settimana quando l’imprenditore calzaturiero italo-svizzero, proprietario di un noto marchio, chiede l’intervento della squadra volante del commissariato nello stabilimento dell’imprenditore cinese, lamentando la sparizione di circa cinquemila paia di scarpe, per un ingente valore commerciale.

Il giorno seguente l’italo-svizzero, recatosi in commissariato per la denuncia, riferisce agli agenti, che da qualche tempo è entrato in rapporti commerciali con la ditta cinese di proprietà di Y.C., al quale ha commissionato la realizzazione di circa 10 mila paia di scarpe, fornendogli tutto il materiale occorrente per la realizzazione delle calzature. La prima tranche di cinquemila paia di scarpe viene regolarmente realizzata e consegnata da Y.C., che riceve il dovuto compenso. Quando però l’imprenditore italo-svizzero si reca sul posto per ritirare la merce, le altre cinquemila paia di scarpe sono scomparse.
A quel punto scattano le indagini della polizia, che, scavando nel settore degli “stockisti”, individuano parte della merce sottratta, circa 1200 paia, ceduta ad alcuni commercianti di scarpe partenopei. Analogamente gli uomini dell’anticrimine verificano che un imprenditore locale propone su facebook la vendita delle scarpe oggetto di indagine. I poliziotti concentrano allora le indagini su Y.C., e attraverso appostamenti e pedinamenti, vengono rinvenuti, in un magazzino di Montegranaro, 218 colli contenenti complessivamente 2500 paia circa di scarpe sottratte all’imprenditore italo-svizzero, per un valore commerciale di circa 375 mila euro.
Ora le indagini continuano allo scopo di recuperare la restante parte delle scarpe non rinvenute: nel mirino resta ancora il mondo degli stockisti provenienti da fuori regione.