Fermo, 9 novembre 2017 -   E' stata denominata operazione "Due mari", perché la droga arrivava dal Tirreno all'Adriatico attraverso corrieri che viaggiavano in autobus e occultavano la sostanza stupefacente nelle parti intime per sfuggire ai controlli delle unità cinofile. Eroina e cocaina veniva poi smerciata al dettaglio da un'organizzazione che aveva il suo quartier generale a Lido Tre Archi.

Il blitz dei carabinieri è scattato alle prime luci dell’alba (VIDEOa seguito di una lunga indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo iniziata nel 2015. Indagine che ha preso il via da un esposto della madre di un 19enne di Porto Sant’Elpidio divenuto in breve tempo tossicodipendente e che aveva fatto finire sul lastrico la sua famiglia. Da qui una lunga serie di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche che hanno prima permesso di individuare la fitta rete di spacciatori che si muovevano tra Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare e Civitanova Marche. 

Il prosieguo delle indagini è quindi culminato nell’operazione di questa mattina, che ha consentito di sgominare una consolidata rete criminale che gestiva anche il traffico di droga tra la Campania, l'Emilia Romagna e le Marche.  Centinaia di carabinieri hanno eseguito 12 misure cautelari, emesse dal gip del tribunale di Fermo, su richiesta del procuratore capo, Domenico Seccia. Decine le perquisizioni nei confronti di spacciatori domiciliati tra la provincia di Fermo e quelle di Ancona, Pesaro Urbino e Macerata. 

In manette sono finiti due italiani, considerati le menti dell’organizzazione, uno di loro conosciuto in zona come "il torinese", perché, nonostante nato a Catania, da circa nove anni si era trasferito nel Fermano dal Piemonte. In carcere anche altri quattro magrebini. Ai domiciliari invece due donne italiane, residenti nel Fermano.  Due nordafricani sono ancora ricercati e presto potrebbero esser catturati, altri due sono invece fuggiti all’estero. Quattro persone sono state invece denunciate a piede libero. 

Nel corso delle indagini è stato sequestrato oltre mezzo chilo di eroina e cocaina. La droga partiva a volte dall’Emilia Romagna, per arrivare nelle Marche, dove veniva rivenduta al dettaglio. Il ricavato finiva a Napoli e a Caserta e con quel denaro l’organizzazione effettuava nuovi acquisti. Le sostanze stupefacenti quindi tornavano nelle Marche e venivano spacciate nelle piazze locali.