Fermo, 7 febbraio 2018 - Ancora pochi giorni per mettersi in regola, c’è tempo fino al 10 marzo per completare l’obbligo vaccinale, per i bambini in età scolare, per i ragazzi fino a 16 anni.

Nessuna assalto al punto vaccini del Dipartimento di prevenzione, diretto da Giuseppe Ciarrocchi, che spiega: «Il grosso del lavoro è stato fatto all’apertura delle scuole, a settembre. Oggi stanno arrivando i ritardatari, vacciniamo anche cento persone al giorno, ma siamo in grado di coprire senza ritardi tutte le richieste. Il risultato di questa campagna di vaccinazioni obbligatoria porterà finalmente ad una copertura ottimale dei nostri ragazzi, anche se è triste che si sia dovuti arrivare fin qui per obbligo, per legge, e non per buon senso, per cancellare malattie potenzialmente mortali come il morbillo».

Dieci sono le vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e 16 anni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Quest’ultima, in realtà, è obbligatoria solo per i nati dal 2017.

Le vaccinazioni che sono invece raccomandate e gratuite per i minori di età compresa tra zero e 16 anni, sono: anti-meningococcica B, anti meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus.

L’area Vasta 4 ha contattato i genitori di minori non in regola, che sono stati invitati a prendere un appuntamento per completare le vaccinazioni, la maggior parte ha risposto con prontezza, qualcuno ancora resiste. Ci sarà una chiamata per un colloqui allo scadere dei termini e poi un nuovo appuntamento e se anche quello dovesse essere disatteso, potranno scattare le sanzioni, fino a 500 euro, anche se ancora non è chiaro se si arriverà all’esclusione da scuola dei bambini senza vaccini.

«Non abbiamo avuto disagi, molte richieste di chiarimenti e una diffusa preoccupazione - prosegue Ciarrocchi - ma è stata finalmente l’occasione anche per chiarire e per fugare dubbi, senza vaccini siamo tutti a rischio, dobbiamo e possiamo debellare le malattie infettive e possiamo farlo con fiducia».