Fermo, 28 dicembre 2017 - Le aziende del distretto calzaturiero fanno meno ricorso alla cassa integrazione rispetto allo scorso anno ma siamo ancora ben lontani dai livelli pre crisi economica mondiale. È questo in sintesi quanto emerge dall’analisi diffusa da Assocalzaturifici e riferita ai primi nove mesi di quest’anno. Nel periodo gennaio – settembre 2017 nel distretto calzaturiero del fermano sono state complessivamente 1.683.936 le ore concesse per la cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga a operai e impiegati. Un numero rilevante, ma in diminuzione se viene confrontato con quello dello stesso periodo dello scorso anno quando le ore di concesse sono state pari a 3.203.978. La flessione tra i pimi nove mesi dello scorso anno e lo stesso periodo di quest’anno è stata pari a -47,4%.

Un segnale incoraggiante, ma solo in parte. Infatti se confrontiamo le ore di cassa integrazione concesse alle aziende con il dato relativo a prima della crisi economica mondiale nel distretto del fermano si è assistito ad un incremento del 127%. La differenza tra quanto è avvenuto quest’anno con lo stesso periodo del 2016 nel distretto fermano appare perfettamente in linea con il dato complessivo regionale. Evidentemente, nel distretto, i livelli produttivi delle aziende risentono ancora delle fluttuazioni delle richieste provenienti dai mercati sia internazionali ma soprattutto interni. Un’indicazione in tal senso potrà giungere dalle prossime fiere in programma già ai primi giorni del prossimo anno.

Le rassegne calzaturiere in Italia e all’estero serviranno per pianificare i flussi produttivi per le aziende. I dati registrati nel distretto calzaturiero del fermano sono in controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del Belpaese. Infatti sempre secondo i dati diffusi da Assocalzaturifici appare in diminuzione anche il ricorso agli strumenti di integrazione salariale nell’Area pelle, legato però ai parametri più selettivi nella concessione alle aziende introdotti dal decreto legislativo sulla riforma degli ammortizzatori sociali: il totale dei primi nove mesi segna un -39%, con un calo del 10% per la CIG ordinaria e di oltre il 50% per gli strumenti straordinari.