Fermo, 3 ottobre 2017 – Confindustria Centro Adriatico comincia a prendere forma. Questa settimana, all’interno della nuova territoriale frutto dell’unione tra gli industriali fermani e ascolani, sono nate due sezioni: legno e mobile, impiantisti-telecomunicazioni.

Alla guida della prima è stato eletto Gianluca Tondi, 47enne titolare della T.M. Italia Srl. In passato è stato presidente del Giovani Imprenditori e vice di Confindustria Ascoli Piceno. “Il mio mandato - spiega Tondi - sarà orientato alla diffusione della cultura del bello e del funzionale e della loro applicazione nelle lavorazioni ad ogni livello produttivo, dal singolo componente alle creazioni complesse”. “Chi oggi lavora in questo settore – argomenta - non può prescindere dalla ricerca di nuovi elementi di differenziazione che vanno cercati nel design e nel connubio con le nuove tecnologie, affinché gli oggetti di uso quotidiano diventino sempre più smart e connessi tra loro, per semplificare la vita quotidiana e renderla più gradevole”.

Tondi sarà supportato dal vice presidente Alberto Marziali, titolare della Ommag di Sant'Elpidio a Mare, azienda operativa sempre nel settore dell'arredo professionale e dell'illuminotecnica.

Domenico Vannicola è stato eletto presidente della sezione Impiantisti-Telecomunicazioni. Cinquantacinquenne titolare della Elettromarche Ap Srl, è stato componente di Giunta in Confindustria Marche. Verrà affiancato per il mandato quadriennale da Gianni Fazi, titolare della Evi Srl di Montegranaro, azienda ad alto livello tecnologico per la realizzazione e la messa in servizio di quadri elettrici, impianti fotovoltaici, domotica, sistemi di sicurezza e di automazione.

Il neo presidente punta sulla crescita delle competenze e sulla formazione del personale tecnico delle imprese, principale cardine su cui poggia la competitività del comparto a livello locale. “Il nostro personale – premette Vannicola – impiega una decina di anni di pratica per raggiungere gli standard di competenze necessarie per il livello qualitativo a cui siamo ormai chiamati a concorrere”. “Industria 4.0 – prosegue - è pertanto una sfida che ci vede in prima linea nel supportare tutti coloro che hanno bisogno di infrastrutture, materiali e immateriali, affidabili e sicure”. “L'aggiornamento continuo – conclude - è quindi oggi più che mai necessario per fronteggiare l'obsolescenza delle tecnologie e dei protocolli che nel nostro ambito hanno un orizzonte ormai passato dai 10 ai 5 anni al massimo.”