Fermo, 11 ottobre 2017 - Sono stati facili profeti, i sindacati, nel paventare un autunno drammatico per il distretto calzaturiero fermano, dal punto di vista occupazionale e del numero delle aziende in difficoltà. L’altro giorno si è tenuta una riunione sindacale al calzaturificio Donna Serena di Monte Urano dove è stata dichiarata la cessazione dell’attività e ci sono 20 lavoratori licenziati per i quali, come riportato ieri, è stato proposto un piano di rientro per il recupero delle tre mensilità mancanti.

«La proposta di rateizzazione c’è, ma deve essere sottoscritto un accordo individuale, con ciascun lavoratore che lo riterrà opportuno e condivisibile» spiega Alessandro De Grazia (Filctem Cgil) che segue la vicenda insieme al collega della Femca Cisl, Andrea Migliore. «Il nostro obiettivo è di far recuperare loro le mensilità mancanti, ma anche le ferie, la tredicesima e ratei vari e di riuscirci al più presto, in quanto, a differenza del Tfr, nel caso in cui dovesse sopraggiungere il fallimento dell’azienda, i lavoratori non rientrerebbero tra i creditori privilegiati». Possibilità di ricollocarsi nel mondo del lavoro, per questi dipendenti potrebbero pure esserci «in quanto hanno lavorato per un’azienda come Donna Serena che ha sempre fatto un prodotto di fascia medio alta».

Nel frattempo, queste persone potranno contare sulla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione che ha una durata di 24 mesi per chi ha lavorato a tempo pieno negli ultimi quattro anni. Tradotto in soldoni: i lavoratori potranno percepire circa 900 euro mensili nei primi 4 mesi, dopodiché l’indennità viene scalata del 3% ogni mese.

Quasi sicuramente faranno ricorso a questa indennità anche i 21 lavoratori (su un totale di 115) del calzaturificio Guardiani di Montegranaro «che sono stati licenziati poco prima delle ferie, dopo 9 mesi di cig ordinaria e dopo 12 mesi di straordinaria (terminata a maggio)» fanno sapere i sindacati. Che la prossima settimana saranno impegnati anche su un altro fronte, nel primo incontro sindacale in un’altra importante azienda calzaturiera del lusso, dove è stata appena aperta una procedura di mobilità per 14 lavoratori (su 60).

Situazioni occupazionali critiche che vanno ad aggiungersi a quelle già note della Zeis Excelsa di Montegranaro (circa 70 i lavoratori a rischio) e del Gruppo Formentini di Sant’Elpidio a Mare, dove si sta trattando sulla sorte di circa 110-120 dipendenti.
Marisa Colibazzi