Montegranaro (Fermo), 4 dicembe 2017 - Da una parte c’è un gigante del calcio mondiale, Didier Drogba, oggi attaccante dei Phoenix Rising e acclamato campione e primatista di reti con la maglia del Chelsea in Inghilterra; dall’altra c’è un’impresa micro, il calzaturificio Emac di Moreno Ciccioli, 6 dipendenti appena, quasi tutti di famiglia, che di bello ha l’artigianalità e il saper fare le vere scarpe vere made in Italy che sono vanto e lustro per il distretto calzaturiero fermano.

«Siamo piccoli – spiega Ciccioli –: un’azienda di sei persone, tutte di famiglia, con la fabbrica sotto casa. Produciamo un centinaio di paia di scarpe al giorno per la nostra linea ‘Alberto Ciccioli’ destinata alla Russia e per Baldinini. E adesso anche per Jad. Ne siamo fieri». Ciccioli ha 40 anni, ha fondato la Emac tre anni fa. Sposato e con due figli, Cesare e Maria, sta vivendo con il legittimo entusiasmo di un artigiano rampante questa opportunità che gli è capitata quasi per caso

Dall’incontro tra l’ivoriano Drogba e il montegranarese Ciccioli, il cui trait d’union è stato il giovane canadese Alexander Jordan (quando si dice quanto è piccolo il mondo) che l’artigiano ha conosciuto per caso, è nata la linea di sneakers di lusso Jad (acronimo che sta per Jordan Alexander Didier Drogba) che, a poche settimane dalla prima uscita, in uno dei più grandi negozi londinesi, Selfridges, e grazie alla curiosità mediatica che sta intorno a Drogba, ha riscosso un clamore incredibile (FOTO).

Un unico modello in due versioni, da strada (525 euro) e da corsa (690 euro).

"Quando gli abbiamo proposto il progetto, Didier si è entusiasmato"

«L’incontro con Jordan è stato del tutto casuale ed è avvenuto tramite un amico comune ma penso che fosse destino - racconta Moreno Ciccioli- . Questo ragazzo aveva intenzione di produrre sneakers. Abbiamo cominciato a lavorarci tre anni fa, pensando di coinvolgere qualche personaggio famoso amico che condividesse e volesse fare suo il progetto».

Il designato era Drogba: «Quando gli abbiamo proposto la nostra idea, Didier s’è entusiasmato, ci ha pensato un po’ su e ci ha dato il via per andare avanti. Lo ha fatto perché crede nel progetto, crede in noi», prosegue Ciccioli.

Ci sono stati diversi incontri tra l’artigiano e il calciatore che ha promesso che verrà anche a Montegranaro dove ancora non ha mai messo piede: «E’ simpatico, molto alla mano, generoso, soprattutto verso la gente del suo Paese per aiutare la quale ha creato un’importante Fondazione, e sta portando avanti altre iniziative che potrà seguire meglio quando smetterà di giocare».

Ciccioli ricorda l’emozione del primo incontro con Drogba, in un prestigioso show room a Londra: «Appena è entrato, quel palazzo ha tremato tanta è stata l’euforia e l’entusiasmo che ha suscitato in chi se l’è trovato davanti. Per gli inglesi lui è davvero un mito. Abbiamo pranzato insieme in un ristorante dove vanno i giocatori del Chelsea, e qui di nuovo feste, abbracci, un’accoglienza straordinaria per lui».

Il calciatore si è fatto realizzare un mini campionario in esclusiva: 13 paia di diversi colori

Definiti gli accordi, la macchina organizzativa si è messa al lavoro sul serio. Mentre nella piccola azienda montegranarese il lavoro della famiglia Ciccioli andava avanti, Drogba e il suo entourage pensavano alla promozione, ovviamente secondo i loro standard, contattando amici come Pogba, Drake, Beckham, Neymar che hanno potuto calzare le sneakers griffate Jad e fatte in una micro azienda marchigiana: «A lui piace talmente questo progetto che vuole portarlo avanti per farlo arrivare al massimo».

Non per niente, sono già allo studio anche gli accessori e chissà, anche una linea donna. Tre mesi fa la prima spedizione di circa 200 paia a Londra ma «ci hanno chiesto un riassortimento due settimane fa».

Nel frattempo, Ciccioli ha realizzato un mini campionario esclusivo per Drogba: 13 paia di Jad, una per ogni colore scelto dal campione. Adesso non resta che attendere la visita del campione a Montegranaro.