Montegranaro (Fermo), 19 ottobre 2017 - "Sono venuto ad ascoltare" si è limitato a dire Matteo Renzi anche nell’atteso incontro privato con il mondo imprenditoriale del Fermano. Un confronto brevissimo, durato neanche un quarto d’ora, dove Renzi e Ivan Scalfarotto (viceministro del Mise) non hanno praticamente proferito parola, lasciando parlare gli altri seduti al tavolo: oltre al padrone di casa, Enrico Ciccola, c’erano la Pilotti (presidente Assocalzaturifici), Enrico Del Gatto (Confartigianato); Paolo Silenzi (Cna), Maurizio Di Cosmo (Cgil) e Alfonso Cifani (Cisl), Graziano Di Battista (Camera di commercio), i sindaci Ediana Mancini (Montegranaro) e Andrea Gentili (Monte San Giusto), Giuseppe Tosi, direttore di Confindustria Fermo (annunciata l’assenza del presidente Melchiorri) e di Confindustria Centro Adriatico, che ha preferito lasciare la rappresentanza della Territoriale al presidente dei calzaturieri Ciccola.

Le aspettative della vigilia sull’andamento dell’incontro, sono state in parte deluse. Dopo un breve preambolo di Ciccola (che ha consegnato a Renzi le proposte e il progetto elaborato con la Politecnica delle Marche), hanno preso la parola solo in due: Paolo Silenzi della Cna, che dopo aver illustrato i numeri drammatici del distretto, ha ribadito le tre richieste ormai note: area di crisi, Made in e diminuzione del costo del lavoro; Maurizio Di Cosmo della Cgil che ha descritto gli effetti della crisi occupazionale come una piaga sociale, parlando di ammortizzatori e politiche per il territorio.

Nessuna domanda o curiosità è stata sollevata dall’importante interlocutore. Sono stati consegnati i documenti del Tavolo provinciale per il lavoro, il documento approvato nel corso del Consiglio comunale aperto sulla crisi calzaturiera. Renzi ha ascoltato. Intanto, gli imprenditori calzaturieri presenti (solo per citarne alcuni Marino Fabiani, Blue Star, Donna Serena, Silvano Sassetti, Mario Bruni, Gallucci, Lorenzi, Lanciotti de Verzi, il maceratese Verdicchio di Men’s Shoes, Paccapelo Pellami) erano concordi nel ripetere che «la situazione è grave e bisogna fare presto» e qualcuno non ha condiviso del tutto l’intervento pubblico della Pilotti.

Più numerosa la rappresentanza di imprese artigiane piccole e medie e degli accessoristi. «E’ crisi totale – dice Giorgio Romanella (accoppiatura Simona, Montegranaro) – c’è un calo di lavoro di almeno il 40%, soprattutto delle griffe che si spostano al Sud tant’è che noi lavoriamo soprattutto per calzaturifici di lì. Ma si pensi anche che ormai, nella sola Tirana producono 100mila paia di scarpe al giorno, quante se ne producono complessivamente, oggi, a Montegranaro».

Banca d'Italia, Renzi insiste: "Vigilanza inefficace"