Ferrara, 16 gennaio 2008 - Sono in duecento partono timidi, badando ad attraversare gli incroci solo quando il semaforo è verde. E si consultano per capire se la parola ‘ca...ta’ che figura su un cartello, non sia troppo forte e ingiuriosa. Determinati ma civili, i manifestanti di Borgo San Luca partono alle nove davanti alla sede della Circoscrizione Via Bologna. Qualche striscione («Residenti scontenti» il primo del corteo, seguito dagli evergreen «Basta» e «Vergogna»), un megafono per impartire regole di comportamento prima che slogan bellicosi, fischietti che però non suonano tutti. La protesta, insomma, è... urbana come e forse più della ‘stanza’ sigillata dai divieti di transito.
La gente si avvia, in direzione di Porta Reno. Ci sono i commercianti, le mamme che hanno appena lasciato i bimbi nelle scuole del quartiere («7 scuole, 1000 bambini» ricorda un altro manifesto), ci sono anche i residenti con la bicicletta a mano a sottolineare che forse i provvedimenti non agitano solo gli automobilisti e i negozianti. Camminano a passo deciso, qualcuno confida di sentirsi un po’ stupito: «Abito nel Borgo da cinquant’anni — racconta un pensionato —, non si erano mai viste le strade bloccate da una manifestazione di protesta. Neanche il Carnevale di Via Bologna ha mai impedito il passaggio degli autobus! Ma stavolta ce l’hanno fatta troppo grossa...».
L’origine della mobilitazione è nota, la contestazione alla chiusura del traffico tra le rotatorie di via Fabbri e via Goretti sfocia nella ‘serrata’ di parecchie attività del quartiere: «Spero che aver abbassato la saracinesca stamattina non sia un brutto segnale...», dice una commerciante. Ma anche nella decisione di «stare uniti non solo stamattina, perchè una sola iniziativa forse non basta».
Parole colte tra i fischietti che si fanno più insistiti. Dietro il corteo si forma il primo ingorgo di automobili, ma nessuno suona il clacson per protestare e chiedere strada. Anche questo, forse, è un segnale di adesione alla manifestazione.
I toni salgono, l’organizzazione si fa più curata, quando il megafono passa di mano. Davide, il titolare della ferramenta, viene giudicato troppo... timido dai ‘ribelli’ di San Luca. Soprattutto quando, in piazza Travaglio, mezzo corteo punta verso Porta Reno e l’altro rischia di finire in San Romano. «Dallo a me, quel megafono!», ride un ragazzo con la coda. E’ un tifoso della Spal, a suo agio nelle curve: quella del Paolo Mazza ma anche del corteo. Ben presto i cori si fanno più intensi e strutturati, calibrati su quelli calcistici. Quando, in piazza Municipale, la delegazione di cittadini sale per incontrare gli assessori, lo slogan è lapidario: «Siamo tutti... con voi, non vi lasceremo... mai!». Eppoi il buffo «Chi non salta è Cavallini!». Manca solo l’esultazione al gol, ma si era capito dall’inizio che la partita sarebbe stata complicata da vincere, e forse persino da pareggiare.
Sotto lo Scalone, si alzano le grida: per l’assessore alla Mobilità, e per il sindaco Gaetano Sateriale, non ci sono però né insulti né sfottò. Forse perchè tra i duecento ‘ribelli’, a parte qualche... infiltrato di An e Forza Italia ed alcuni dirigenti delle associazioni del commercio, ci sono simpatizzanti del centrosinistra. «E’ gente vera, gente del Borgo», commenta Valerio Miglioli, segretario della Confesercenti, che assiste al passaggio del corteo davanti al Comando Vigili. L’opera degli agenti della Municipale, come quella di Digos, Carabinieri e Polizia, è semplificata dalla civiltà della ‘gente del Borgo’. Il comandante dei Vigili Urbani Carlo Di Palma, ad un certo punto, sbircia da una finestra per vedere i manifestanti. Davanti ai bar della piazza qualcuno abbozza un applauso: «Bravi, siete bravi». I manifestanti colgono la solidarietà e osano: «Dai, Potro, strumbàza!».
di Stefano Lolli
Lapo Elkann sarà ospite a Cento in occasione dalla sfilata del 20 gennaio. Ma il nipote dell'Avvocato non sarà la sola attrazione: per la gioia delle bambine è previsto anche lo spettacolo delle Winx